Usa, studente rilasciato da Nord Corea è morto. E' caso diplomatico-politico

20 giugno 2017 ore 11:49, intelligo
Doveva tornare in patria lo studente americano Otto Warmbier ma quella tragica vacanza di soli cinque giorni in Corea del Nord gli è stata letale. Era stato rilasciato e rimandato a casa dalle autorità di Pyongyang ma ormai era in coma e le sue condizioni tragiche. Gli ultimi 17 mesi li aveva vissuti da carcerato e ai lavori forzati dopo che era stato arrestato con l'accusa di furto di un poster dall'hotel dove alloggiava. Il suo arrivo in America è stato immortalato lasciando tutti senza parole, era in barella e trasportato a peso scendendo dall'aereo atterrato da Cincinnati. Dopo la visita sono stati rilevate gravi lesioni cerebrali e poi è morto dopo qualche giorno senza essere mai in grado di parlare, di vedere o di reagire quando gli veniva chiesto qualcosa.
Usa, studente rilasciato da Nord Corea è morto. E' caso diplomatico-politico
PISTE: La Nord Corea si difende dicendo che Warmbier aveva ingerito una pillola per favorire il sonno dopo un attacco di botulismo. Ma di botulino non c'è traccia per gli Usa, neanche segni di maltrattamenti fisici, piuttosto i medici parlano di attacco cardio-polmonare. La famiglia invece  è convinta che sia stato sottoposto a “terribili e strazianti maltrattamenti” fino a ridurlo così.

IL CASO: E' sicuramente diplomatico tanto più che i rapporti tra Usa e Nord Corea non sono affatto buoni da tempo con un sempre più fitto cambio di minacce tra la Washington e Kim e dopo lo spostamento delle navi americane al largo della penisola asiatica la situazione è stata sempre più tesa. L'ultima risposta da parte della Casa Bianca: "Se la Cina decide di aiutare sarebbe magnifico. Altrimenti, risolveremo il problema senza di loro". 


REAZIONE USA: La famiglia Warmbier ha fatto un comunicato contro la Corea del Nord. Per ora condoglianze dalla Casa Bianca e Donald Trump che parla "contro regimi che non si curano dello stato di diritto e dei fondamentali diritti umani".  Non è escluso che il Presidente Usa, al contrario di Obama, decida di inviare un segnale più forte a Kim Jong-un.
autore / intelligo
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