Arabia Saudita rilascia la bella modella in minigonna: 'file chiuso'

20 luglio 2017 ore 10:19, Luca Lippi
Previste le manette ed eseguito l'arresto per una donna a passeggio in minigonna fra le rovine di un antico castello, il forte di Ushaiqer, situato nella provincia del Najd. Siamo in Arabia Saudita e la donna ritratta nel video è  Khulood (nome d’arte). Il video postato su SnapChat è chiaramente una provocazione, recentemente il dibattito è prorpio sulla condizione delle donne nei territori dell’Arabia Saudita. In precedenza altri video ritraevano giovani donne che guidavano (altro divieto contestato). Sul Web molte donne, soprattutto giovani, hanno elogiato ‘il coraggio’ di Khulood.
Arabia Saudita rilascia la bella modella in minigonna: 'file chiuso'
Khulood, è stata raggiunta e arrestata per poi essere rilasciata nonostante avesse violato le rigide norme in materia di abbigliamento femminile, per di più in uno dei luoghi storici più visitati nel Regno, il Forte di Ushaiqer, a 155 chilometri da Riad. 
Le saudite hanno l’obbligo di indossare un lungo abito nero, l’abaya, che copre le forme e la testa. Per le straniere non ci sono obblighi ma viene consigliato comunque di indossare l’abaya.

POSIZIONI CONTRASTANTI DAL WEB
Su Twitter e Facebook, si è acceso il dibattito, e mentre i più ‘aperti’ hanno notato che se “la ragazza fosse straniera a questo punto staremmo a discutere su quanto è bella, non se è giusto arrestarla o no”, altri hanno invece chiesto che venisse punita e soprattutto che venisse ripristinata la polizia religiosa, l’Haya (Comitato per la difesa della virtù e la prevenzione del vizio). I poteri dell’Haya sono stati ridimensionati su spinta del principe ereditario Mohammed bin Salmam, e adesso l’Haya non può più eseguire arresti ma deve rivolgersi alle autorità giudiziarie generali.

I GIOVANI IN RIVOLTA
Nel Regno restano comunque le norme più restrittive di tutto il mondo musulmano: le donne non possono guidare e devono uscire accompagnate da un parente maschio. Le nuove generazioni, il 65% dei sauditi ha meno di 30 anni, sono però sempre più indifferenti. 

LE INDAGINI DEL NAJD
Il Comitato per la difesa della virtù e la prevenzione del vizio ha comunque detto di aver aperto le indagini e di essere in contatto con le autorità competenti. La provincia dove si trova il forte di Ushaiqer è il Najd, il cuore stesso della dinastia Saud e soprattutto la culla del wahhabismo, la versione più conservatrice dell’islam che segue rigidamente i precetti della scuola di diritto hanbalita. Nel Regno la sharia è ancora l’unica fonte del diritto e con esso anche le norme su abbigliamento e condizioni femminile rispecchiamo questa visione conservatrice.

IL PARERE DELLO SCRITTORE WAEL AL-GASSIM
Nel dibattito è intervenuto anche lo scrittore Wael al-Gassim: “Pensavo che si fosse fatta esplodere o avesse ucciso qualcuno. Invece aveva solo indossato una minigonna. Mi chiedo come la Vision 2030 possa aver successo se viene arrestata”. La Vision 2030 è l’ambizioso programma di riforme economiche lanciato dal principe Mohammed bin Salman, con l’obiettivo di rendere il Regno meno dipendente dal petrolio, creare un’economia basata su servizi e industria avanzata, nonostante tutto c’è ancora troppa discriminazione per potere aspirare il raggiungimento di certi obiettivi. È troppo importante coinvolgere la forza lavoro locale, comprese le donne che oggi rappresentano solo il 22% degli occupati. Il Paese, 32 milioni di abitanti, si regge sul lavoro di 8 milioni di immigrati che nel settore privato occupano gran parte dei posti, da quelli più umili a quelli dirigenziali. La ‘sfida della minigonna’ va oltre il costume, come quella per poter guidare l’auto e andare al lavoro da sole. Il dibattito ignora il futuro di un Paese.

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autore / Luca Lippi
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