Spending review fruttuosa, 30 mld per Gutgeld dal 2014. Cosa non torna

21 giugno 2017 ore 9:57, Luca Lippi
I dati forniti da Yoram Gutgeld, commissario straordinario per la spending review, sono:  "I capitoli di spesa eliminati e/o ridotti nel periodo 2014-2017 ammontano a 29,9 miliardi, pari a una riduzione del 18%". Il dato è stato fornito a seguito della presentazione della Relazione annuale. La P.a. centrale ha contribuito per il 24% della spesa complessiva al netto del costo del personale, mentre i comparti locali hanno contribuito per il 17%.
Ha poi precisato il commissario: “In questi anni la modalità degli acquisti è modificata in modo radicale con un cambiamento che io non credevo possibile" aggiungendo che la centrale degli acquisti della Pa la "Consip in questi due anni ha fatto passo avanti molto importanti". “Il ruolo di Consip come centrale d'acquisto nazionale della pubblica amministrazione è stato notevolmente ampliato nel triennio 2015/2016 con risultati sia sulla spesa presidiata sia sul valore delle gare bandite che nel 2016 è stato di 17,3 miliardi, il 28% in più rispetto al 2014”. 
Spending review fruttuosa, 30 mld per Gutgeld dal 2014. Cosa non torna
Il risparmio ottenuto grazie a Consip, sostiene il commissario alla spending review, è stato di "3,5 miliardi nel 2016, il 13% in più rispetto al 2014".   "Ci vuole tempo per cambiare i processi, le organizzazioni, i meccanismi operativi e siccome questa legislatura va verso la chiusura mi permetto di lanciare un appello alle forze politiche, ai partiti al governo che verrà di non mollare la presa" sulla spending review. 

Padoan ha sottolineato: ora non si dica che la spending non si è fatta "Mi auguro che dopo la presentazione della relazione sulla spending review di leggere un po’ meno sulla stampa che in Italia la spending o non si è fatta o si è fatta male. Qualcuno continuerà a dirlo, ma qualcuno ci penserà due volte". Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, aprendo il suo intervento in occasione della presentazione alla Camera della Relazione annuale del Commissario straordinario del Governo per la razionalizzazione e revisione della spesa.   "Il messaggio che viene è che esistono sprechi nella Pa ma farla facile è uno sport abbastanza diffuso". 

Cosi' il premier Paolo Gentiloni:  "Attenzione a chi continua a considerare facile trovare risorse da risparmiare qui e la' - avverte -, sottovalutando la fatica e il lavoro di squadra necessari per arrivare ad ottenere davvero dei risparmi strutturali". 
Tuttavia, i dati forniti dagli istituti di statistica centrali direbbero altro!Ad aprile il debito delle Amministrazioni pubbliche è stato pari a 2.270,4 miliardi, in aumento di 10,1 miliardi rispetto a marzo, come si legge nel fascicolo Finanza pubblica, fabbisogno e debito della Banca d'Italia. Il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 9,6 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è aumentato di 0,5 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. L'incremento di aprile, si legge, è dovuto al fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (5,5 miliardi) e all'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (per 3,9 miliardi, a 58,5; erano pari a 64,7 miliardi alla fine di aprile 2016) e all'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del tasso di cambio (0,7 miliardi). Le entrate dei primi 4 mesi si sono attestate a 120,9 miliardi, segnando un +2% rispetto al primo quadrimestre 2016.
La realtà è un po' più brutta di quello che ci vogliono far credere, e la finanza creativa è solo una pratica per raggirare i contribuenti. È la medesima pratica di quando si vedevano ristoranti e aerei pieni mentre la nave aveva già la prua in acqua, corsi e ricorsi!

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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