Ius Soli e altre polemiche, Gotti Tedeschi: "Si sta preparando una nuova morale"

21 giugno 2017 ore 17:06, Americo Mascarucci
Sta divampando la polemica sullo Ius Soli dopo l’intervento a gamba tesa del segretario generale dei vescovi italiani Nunzio Galantino che ha mosso critiche a quanti in Parlamento stanno ostacolando la legge. Quello stesso Galantino che, al contrario, aveva ribadito come la Cei e i vescovi dovessero restare fuori dalle polemiche politiche quando era in discussione il Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili e il mondo cattolico si stava mobilitando in difesa della famiglia naturale con il Family Day. Tutto questo mentre l’arcivescovo emerito di Bologna Carlo Caffarra, insieme ai tre cardinali che hanno espresso i “Dubia” sull’Amoris Laetitia di Papa Francesco, Walter Brandmüller, Raymond L. Burke e Joachim Meisner, hanno scritto una nuova lettera al Pontefice chiedendo di chiarire meglio la questione della comunione ai divorziati rispostati, data la confusione che regna in molte diocesi e parrocchie. Con il paradosso che essere divorziati risposati continua ad essere peccato in alcuni paesi, mentre non lo è in altri dove l'Eucaristia viene concessa a tutti.  Intelligonews ne ha parlato con l’economista cattolico, già presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi autore del libro Dio è meritocratico, pubblicato da Edizioni Giubilei Regnani con la prefazione di monsignor Nicola Bux. L'autore conosce molto bene la Chiesa e soprattutto gli ambienti vaticani, lui che fu chiamato alla guida della "banca del Papa" grazie alla fiducia e alla stima di Benedetto XVI.
Ius Soli e altre polemiche, Gotti Tedeschi: 'Si sta preparando una nuova morale'

Dio è meritocratico scrive lei, ma "se quello che vale in Polonia non vale in Germania" come hanno denunciato in una nuova lettera al Papa i quattro cardinali dei Dubia, non sorge legittimo il sospetto che nella Chiesa qualcosa non torni più? 

"Questo è un punto chiave, confermato anche dalla non volontà di rispondere ai DUBIA. Anzitutto si direbbe che si sta preparando una “nuova morale", come fu anticipato peraltro dal card.Kasper e da mons. Forte, fondata sulle nuove e diverse esigenze o situazioni reali del mondo moderno secolarizzato. I dubbi sembrano persino essere incoraggiati proprio per lasciar intendere che non esiste una verità unica e rigida uguale per tutti, assoluta e soprattutto oggettiva, essendo la verità lasciata alla coscienza individuale soggettiva. La verità sembra esser diventata la realtà, regolata dalla prassi invece che dalla dottrina. Poiché la Chiesa sembra non voler più intervenire nella realizzazione della società per non scontrarsi con le leggi dello stato, viene lasciata libertà, decentrata ad ogni area culturale (Polonia, Germania…). Ciò però comporta che la dottrina diviene astratta e le verità interpretabili. Così i dubbi possono venire spiegati soggettivamente, con pluralismo teologico e decentramento dottrinale. La sinodalità e conciliarità sembrano dover diventare permanenti. Il mondo è pluralista e l’esistenza di Dio si rivela pluralisticamente, pertanto ciò che è morale o no diventa dibattito e dialogo fra opinioni diverse".  
 
Galantino ha parlato di Ius soli. anche qui il concetto di meritocrazia sembra mal conciliarsi con quello di cittadinanza senza troppi doveri. Gli ultimi attentati in Europa sono stati opera di veri e propri cittadini di seconda o terza generazione e questo fa aumentare i dubbi, le diffidenze e le paure. Nel suo libro ci sono spunti interessanti anche su questo tema, ce li può spiegare?

"Lo Ius Soli presenta rischi sottovalutati di carattere economico, politico, religioso e sociale, ma soprattutto di sicurezza perché limita i controlli e rende ben più difficili, se non impossibili, le espulsioni. Rassegniamoci pure, lo Ius Soli ci verrà imposto, è solo questione di tempo, essendo conseguenza naturale del processo di immigrazione voluto e pianificato da decenni dagli organismi ONU e affini. Si vadano a leggere le dichiarazioni dei segretari generali ButrosGali, Kofi Annan, Ba Ki-Moon dagli anni 90 in poi".
 
Il suo vuole essere un libro a salvaguardia delle fede cattolica, proprio quando all'Accademia per la vita viene chiamato un signore che si era dichiarato pro aborto alla diciottesima settimana, nonostante monsignor Paglia abbia tenuto a ribadire il no all'aborto della Chiesa Cattolica. Per una parte dei cattolici i valori non negoziabili rischiano di essere sostituiti da quelli climatici e dal migrazionismo globalista? Se così fosse, con quali risultati? 

"A queste dichiarazioni credo sempre meno. A quale tipo di aborto si riferiscono? Fatto quando? Oltre la diciottesima settimana? Verrà chiamato in un altro modo, che so, cura di una escrescenza interna alla donna. Sa perché non ci credo? Perché mi pare evidente la posizione di questa Chiesa di interpretare e rifiutare la fede come ideologia".

Che significa? 

"Che la fede non deve più influenzare le leggi dello stato volendo rispettare la necessaria secolarizzazione. E questa secolarizzazione si manifesta soprattutto nelle cosiddette leggi civili sulla vita, sul matrimonio ecc. Le più importanti si riferiscono proprio all’aborto, all’eutanasia, alla fecondazione in vitro, alla ricerca sulle staminali, all’eugenetica, ecc. Ma se lo stesso Santo Padre ha dichiarato che non ha capito cosa sono i principi e valori non negoziabili! Ci stiamo rendendo conto che stiamo progressivamente mettendo in discussione il peccato originale, la Genesi, i Comandamenti? Il peccato diverrà un problema psicosocioneurologico e culturale. Questo spiega perché non si deve giudicare, valutare, condannare. Tranne chi fa peccati ambientali come lei giustamente ricorda. Se la Chiesa non serve a insegnare, facendo magistero, ma deve ascoltare, comprendere, accompagnare, includere ecc. in pratica senza dare precetti ma solo indicazioni alla coscienza, siamo finiti. Soprattutto se chi è responsabile di questa formazione delle coscienze, son le stesse persone che hanno concorso a minare la fede cattolica. E sono, curiosamente, le stesse persone che durante il pontificato di Benedetto XVI erano ratzingeriani di ferro ed ora non più. Curioso che siano sempre in auge, no?"





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