Bonus anti-tabagismo: 1000€ per risparmiarne 5000

22 febbraio 2017 ore 13:50, Luca Lippi
La Dexanet è un’azienda di comunicazione di Sarezzo, in provincia di Brescia. Nel suo organico conta 21 dipendenti di cui meno di dieci sono fumatori. Per questi è stato proposto un assegno di 1000 euro, un bonus per abbandonare il vizio del fumo.
È ovvio che l’amministratore delegato dell’azienda, oltre tenere al buono stato di salute dei dipendenti, compita anche il ritorno in termini finanziari della limitazione delle continue interruzioni del lavoro messe in atto dai sipendenti per andare a fare una fumata fuori dei locali comuni.
Dichiara l’Ad Loris Garau: “A supporto della campagna condotta ormai da anni sui pacchetti, ho pensato di dare un ulteriore stimolo ai miei ragazzi. L’obiettivo non è certo quello di eliminare la pausa sigaretta, qui sono tutti liberi di autogestirsi, semplicemente tengo ai miei collaboratori e alla loro salute”.
In concreto però, Garau non può avere ignorato una ricerca che fa emergere un dato importante per tutte le aziende che hanno in organico dipendenti col ‘vizio’ del fumo. 
E’ dimostrato come la pausa sigaretta costi caro alle imprese. Ad esempio nel Regno Unito, secondo i dati della ricerca del British Heart Foundation e del Centre for Economics and Business Research, si perdono ogni anno qualcosa come 8,7 miliardi di sterline (10,5 miliardi di euro). Inoltre i dipendenti da nicotina, che mediamente costituiscono circa il 20% della forza lavoro, hanno quasi un giorno in più di congedo-malattia durante l’anno rispetto ai loro colleghi non fumatori. Tutto questo equivale a 136 ore di produttività perse ogni anno per ciascun tabagista.
L’incentivo aziendale verrà saldato allo scadere del dodicesimo mese passato lontano dalle bionde. Una decisione che porterà benefici al portafogli sia dei singoli dipendenti sia del datore di lavoro e che potrebbe essere da stimolo anche per altre aziende.

Bonus anti-tabagismo: 1000€ per risparmiarne 5000

Uno studio scientifico compiuto dall’Università della Pennsylvania e pubblicato nel New England Journal of Medicine, commissionato dall’azienda americana CVS Caremark (che lavora nel campo della salute), ha valutato l’impatto degli incentivi in denaro utilizzandoli in alcuni programmi per smettere di fumare sul luogo di lavoro.
Per verificare gli effetti sono stati messi a punto quattro diversi sistemi, coinvolgendo più di 2500 lavoratori scelti a caso. 
-i fumatori hanno scommesso 150 dollari che avrebbero smesso di fumare. Se riuscivano, avrebbero recuperato la somma e in più vinto un bonus. 
-il campione veniva pagato per smettere di fumare.
- dividere i fumatori in gruppi: uno dava alte ricompense a quelli in cui più persone smettevano, mentre l’altro dava i soldi di chi non riusciva a smettere di fumare a quelli che ci riuscivano. Il premio fissato era, per tutti i programmi, di 800 dollari. 
- un altro campione cionvolto nell’esperimeto, invece, riceveva una normale assistenza: consigli, informazioni sui rischi derivanti dal fumo e aiuti per smettere come i cerotti alla nicotina.

RISULTATI
Le persone partecipavano più volentieri ai programmi che prevedevano delle ricompense in denaro: oltre il 90%. Il sistema con un “deposito” era poco incentivante: solo il 13,7% delle persone accettava di partecipare. Ma sorprendentemente è stato proprio questo il programma con il più alto livello di successo, con il 52,3% dei partecipanti che riuscivano a smettere di fumare. Mentre con il sistema delle ricompense solo il 17,1% aveva successo.
I programmi che prevedevano la suddivisione in gruppi, e quindi una sorta di “team-work”, non sono risultati più efficaci di quelli individuali. Quello che è emerso con chiarezza, però, è che i soldi sono un incentivo forte per smettere di fumare. E questo tipo di programmi danno risultati più duraturi rispetto alla normale assistenza.

IN CONCLUSIONE
Dalla ricerca: “È stato stimato che  assumere un fumatore costa 5,816 dollari all’anno in più rispetto a un non fumatore”. Quindi secondo i ricercatori, paradossalmente dare un premio di 800 dollari a chi smette di fumare, potrebbe far risparmiare molto. I risultati della ricerca sono stati così convincenti che la CVS Caremark, che ha commissionato lo studio, ha deciso di progettare un programma con degli incentivi in denaro per tutti i dipendenti che decidono di smettere di fumare. Avrà letto questo studio l’amministratore delegato della Dexanet.

#Dexanet #Bonus #smetteredifumare
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...