“Isis testa armi chimiche su cavie umane”: Califfato come nazisti (e Unità 731)

22 maggio 2017 ore 13:44, intelligo
Secondo il Times, lo Stato Islamico starebbe sperimentando armi chimiche su cavie umane, lasciate morire anche dopo dieci giorni di agonia. L'obiettivo e la paura potrebbero essere quelli di avvelenare cibo ed acqua in occidente. La scoperta choc sarebbe stata fatta all’università di Mosul, capitale dell’Isis in Iraq, nella quale sarebbero stati rinvenuti dalle forze speciali di Bagdad, documenti che comproverebbero gli esperimenti e la finalità prefissata dall’Isis, ovvero quella di utilizzare quelle armi per avvelenare l’Occidente, così come detto dall’Intelligence Americana e Italiana al Times. 
A Mosul prosegue, da mesi, è in atto una battaglia molto difficile, portata avanti dai soldati iracheni e da altre milizie sciite per scacciare il Califfato dalla città. Inoltre, la CNN aveva rivelato che l’Isis avrebbe riunito a Raqqa i principali esperti chimici del Medioriente, al fine di creare una cellula per le armi chimiche; questa sarebbe situata in un’area controllata attualmente dall’Isis, tra Mayadin e Qaim, vicinissima ai confini iracheni.
Ryan Dillon, portavoce della coalizione militare a guida americana nella regione, ha ammesso: “L’Isis ha già usato agenti chimici a basso potenziale. Sappiamo quindi che sono disposti a farlo”.
“Isis testa armi chimiche su cavie umane”: Califfato come nazisti (e Unità 731)
Hamish de Bretton-Gordon, esperto di armamento chimico, chiamato in causa dal Times, guarda a questi metodi agghiaccianti come ad un “salto indietro nelle tenebre dei nazisti tedeschi, i quali inocularono agenti nervini sugli esseri umani durante la II guerra mondiale. Esperimenti che portarono, come ben rammenta la nostra memoria storica, alla morte di “migliaia di prigionieri nel campo di concentramento di Sachsenhausen, presso Berlino”. Questi esperimenti ricordano anche, per molti aspetti, quelli portati avanti dai giapponesi dell’Unità 731, nel corso della seconda guerra mondiale, per il progetto speciale denominato “Maruta”: uomini, donne e bambini furono utilizzate come cavie umane per sperimentare su di loro armi chimiche e biologiche. Oltre ad esportazioni di organi senza anestesia, furono utilizzati bersagli umani per provare granate poste a varia distanza ed in posizioni differenti, per testare lanciafiamme. Molti esseri umani  furono legati a dei pali ed utilizzate come bersagli per provare bombe batteriologiche, chimiche ed esplosive. Le vittime furono anche infettate con pulci per preparare una guerra batteriologica. Vennero effettuate prove sui prigionieri, con l’utilizzo di agenti della peste bubbonica, il colera, il vaiolo, il botulismo. Queste sperimentazioni portarono alla bomba bacillare defoliante e alle bombe di parassiti, utilizzate per dare il via alla contaminazione da peste bubbonica. I soldati giapponesi lanciarono anche attacchi biologici, con la conseguente contaminazione di coltivazioni, serbatoi, sorgenti con antrace.

di Sofia Nacchia

#isis #mosul #armichimiche

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...