La password della settimana: Il Natale

23 dicembre 2016 ore 10:36, Paolo Pivetti
Natale è ovviamente nome di origine latina: dies natalis cioè giorno natale. 
Per la caduta del sostantivo dies, giorno, l’aggettivo natalis è sostantivato: diventa cioè un sostantivo, addirittura un nome proprio con tanto di lettera maiuscola: Natale. 
Più o meno lo stesso di quello che accade nella nostra lingua ad aperitivo, aggettivo sostantivato proveniente da liquore aperitivo, e a quotidiano da giornale quotidiano.
Ma, volendo esser pignoli, Natale di chi? 
Di Gesù ovviamente, ci risponde la tradizione cristiana. 
Eppure non è sempre stato così. 
La data del 25 dicembre infatti, che nel calendario cristiano celebra la nascita di Gesù, fu stabilita nello stesso giorno in cui il calendario romano già celebrava da tempo il solstizio d’inverno e la “nascita” del Sol Invictus, cioè del Sole Vittorioso. 
Questo culto, nel I secolo dopo Cristo, si accompagnava e spesso si confondeva con quello del dio Mitra, antichissima divinità iranica da sempre associata al cielo, alla luce, dunque al sole, al calore, alla fertilità. 
Nelle raffigurazioni romane Mitra appariva come un giovane eroe, colto nell’attimo in cui sgozzava un toro. Nell’ibridazione dei culti il Sole finì per diventare la divinità protettrice degli imperatori romani. 
Su un altare votivo di metà del II secolo d.C. appare la scritta “Soli invicto Deo”. Dopo Adriano, con l’imperatore Commodo che regnò dal 180 al 192 d.C. la denominazione di invictus divenne un appellativo degli imperatori romani. 
La password della settimana: Il Natale

La prima testimonianza della solennità cristiana del Natale celebrata il 25 dicembre è ben posteriore: anno 354 d.C.
Tutto questo ci racconta come da un punto di vista culturale la civiltà cristiana si sia sviluppata assorbendo e facendo rivivere in una luce completamente rinnovata dalla fede riti e usanze classiche, non certo spazzandole via. 
Il Cristianesimo ha salvato e fatto vivere fino a noi l’eredità classica, e questa è una delle sue grandezze da un punto di vista storico. 
Si pensi che, per esempio, il bianco velo della sposa cristiana non è che l’eredità di un velo giallo, del colore dell’oro, delle messi, della fecondità, che veniva gettato sul capo della sposa pagana all’atto del “rapimento” rituale.
Oggi, i pregiudizi e l’ignoranza fanno stocere il naso a tanti benpensanti politically correct sul Natale celebrato come festa cristiana perché non sarebbe abbastanza “neutro” in rapporto ad altre diverse fedi né abbastanza “laico”. 
Non sanno, costoro, o non hanno presente, quanto patrimonio culturale proveniente da eredità diverse, antichissime, compresa anche quella iranica, sia stato salvato nell’eredità cristiana che ci accomuna. 
Forse non hanno mai letto come un grande non credente, Benedetto Croce, che rifiutò i Sacramenti sul letto di morte, ebbe la lucidità di affermare, come filosofo e maestro di tanta nostra storia, “Noi non possiamo non dirci cristiani”. 

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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