Per May la cittadinanza dopo 5 anni è salva, ma Ue vuole competenza ora

23 giugno 2017 ore 12:43, Luca Lippi
In occasione del Consiglio Europeo di ieri la Premier inglese ha dichiarato che i 3,2 milioni di cittadini UE attualmente residenti nel Regno Unito potranno godere dei diritti riservati ai cittadini britannici (assistenza sanitaria, pensioni, istruzione e welfare), ma solo se risultano residenti da almeno 5 anni. La data limite, come il resto dei dettagli in merito, saranno stabiliti in seguito nell’ambito della negoziazione sulla Brexit iniziata ufficialmente lunedì. Ovviamente, tutti i cittadini britannici che vivono in UE dovranno godere dei medesimi diritti.
Sembra comunque che anche chi non avrà accumulato i cinque anni possa rimanere fino al compimento del quinquennio, purché giunto prima della fatidica data limite ed entro un “grace period” che dovrebbe essere di due anni.
E comunque, ha poi precisato la May, gli accordi dovranno essere legalizzati dalla legge britannica e applicata dai Tribunali. 
Per May la cittadinanza dopo 5 anni è salva, ma Ue vuole competenza ora
L’intervento della premier segue le preoccupazioni di Angela Merkel, espresse durante il summit dei capi di stato e di governo a Bruxelles. La cancelliera tedesca aveva parlato della necessità di difendere al massimo i diritti degli oltre 3 milioni di europei che vivono nel Regno Unito
mentre Tusk cita Lennon, il premier olandese Mark Rutte, non usa mezzi termini. Dal Regno Unito, risposte chiare. “E’di importanza cruciale”, ha detto il premier olandese, “sapere cosa vuole il Regno Unito dalla Brexit. Spero che si raggiunga una forma di appartenenza all’Unione che preveda la permanenza nel mercato unico
Gli europei che oggi vivono nel Regno Unito non verranno cacciati. Su questo c’è il massimo impegno di Londra, che rassicura così anche le famiglie “miste”: non esiste il rischio di separazioni. Questo punto, ha detto May, è una “certezza”. A nessuno verrà chiesto di andarsene e tutti avranno la possibilità di regolarizzare il proprio status. 
 
I requisiti  - Come potrà essere regolarizzato lo status? Tutti i cittadini Ue che risulteranno residenti nel Regno Unito (regolarmente) alla data della Brexit (marzo 2019) otterranno la residenza permanente e potranno godere degli stessi diritti dei britannici per quanto riguarda sanità, scuola, diritti sociali e pensioni. La stessa opportunità verrà data anche a chi (il giorno della Brexit) sarà in Gran Bretagna da meno tempo: basterà raggiungere il traguardo dei cinque anni per ottenere la residenza. Un esempio pratico: se un cittadino europeo si trasferisce oggi a Londra, nel giugno del 2022 avrà gli stessi diritti dei britannici. 
Ma il problema per Bruxelles non è la cittadinanza o i diritti civili, è questo il motivo che non accontenta i burocrati Ue, l’apertura della May non è stata interpretata positivamente perché il vero nodo da risolvere riguarda la competenza giuridica di quei cittadini. Bruxelles vuole che spetti alla Corte di Giustizia della Ue decidere, Londra non vuol sentirne parlare: quando la Brexit sarà realtà, decideranno esclusivamente le corti britanniche. 
Purtroppo la momentanea debolezza del premier britannico viene letta come un fianco scoperto da colpire, eppure, sarà l’ostracismo dei burocrati Ue a ridare forza alla May, è solo questione di strategia. Offrire poche concessioni e anche poco chiare per scatenare il veleno dei falchi europei e mostrare ai britannici che la Brexit è stata la scelta più giusta che si potesse fare. 

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autore / Luca Lippi
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