Fenomeno Le Pen, il ballottaggio non scontato: Macron contestato

26 aprile 2017 ore 17:21, intelligo
Il ballottaggio vedrà competere per la guida dell’Eliseo Emmanuel Macron e Marine Le Pen. I voti dell’elettorato che ha dato la preferenza ai candidati outsider saranno decisivi per l’esito del secondo turno delle elezioni francesi. I sondaggisti sono di nuovo al lavoro per fare le proiezioni del voto del 7 maggio. Mentre la schiacciante maggioranza dei sondaggi e dei media francesi danno quasi per sicura la vittoria di Macron, non è da escludere che gli scenari di voto potrebbero avere uno sviluppo favorevole al candidato donna. Ad esprimere dubbi sulla vittoria di Macron è lo stesso Hollande che proprio oggi ha strigliato l’enfant prodige dicendo di “non sottovalutare il pericolo che l'estrema destra sia al secondo turno di un'elezione presidenziale”. Ad essere decisivi per la vittoria di Le Pen potrebbero essere i voti a sinistra.
Fenomeno Le Pen, il ballottaggio non scontato: Macron contestato

GLI APPOGGI CERTI – Mentre Francois Fillon, l’ex Presidente francese Nicolas Sarkozy, il Partito Socialista e i Republicains hanno annunciato il loro appoggio incondizionato a Macron, Jean-Luc Mélenchon che al primo turno ha ottenuto il 19,58% delle preferenze, ha dichiarato di non voler esprimere pubblicamente chi voterà al ballottaggio. L’attuale Presidente francese Hollande, dopo il risultato del primo turno delle elezioni ha annunciato il suo sostegno al suo ex ministro dell’Economia, chiedendo ai suoi elettori di seguirlo in funzione anti-Le Pen, oggi dimostra di avere un timore evidente nei confronti della sfidante del suo ex-pupillo. 

GLI APPOGGI INCERTI – Sembra quasi scontato l’appoggio a Le Pen dell’elettorato del candidato sovranista e nazionalista Nicolas Dupont-Aignan, che al primo turno ha raggiunto con 4,75%, cioè 1 milione e 600 mila voti. Il candidato di cui non se ne è parlato molto si è presentato alle elezioni con un programma politico poco distinguibile da Le Pen, ispirato anch’esso al sovranismo e al patriottismo francese. Il Vice-Presidente del Front National Florian Filippot ha già lanciato un appello all’apparentamento fra le due formazioni in occasione del ballottaggio. Al di là dell’eventuale rifiuto di questa proposta da parte di Dupont, che potrebbe derivare da un retaggio gaullista, potrebbe risultare comunque difficile che il suo elettorato decida di votare il candidato di chiaro stampo mondialista. Lo stesso può valere per una parte dell’elettorato di Fillon, che di fronte ad un patto di Nazareno alla francese non è detto rifiuterebbe di votare la candidata anch’essa percepita di destra. Per quanto riguarda i voti a sinistra, in particolare quelli di Mélenchon, c’è da tenere in considerazione il suo legame con Tsipras. Il leader del partito di sinistra Syriza, considerato da alcuni come espressione dell’euroscetticismo, durante le elezioni del 2015 ha ottenuto il sostegno esplicito di Marine Le Pen. 

VOX POPULI, GLI ELETTORI - La simpatia degli elettori che sembra andare oltre gli schemi destra-sinistra, superando le classiche fobie ideologiche, dunque, non sarebbe una novità sorprendente. Infatti i punti di programma che accomunano Le Pen e Mélenchon sono diversi: il rifiuto degli accordi di libero scambio con gli USA e il Canada, la proposta di rinegoziazione dei trattati dell’Unione Europea e dell’Euro, il mantenimento dell’imposta sui ricchi, la riduzione dell’età pensionale e le simpatie per Vladimir Putin. Al primo turno l’elettorato operaio ha preferito dare il proprio voto a le Pen, che ha raccolto il 37% dei loro voti, e il 32% tra quelli degli impiegati. Il clamoroso flop di Macron è venuto al pettine proprio oggi, durante la sua visita presso la fabbrica Whirlpool di Amiens (sua città natale), dove è stato fischiato dai lavoratori della multinazionale e si è visto rubare la scena proprio dalla Le Pen, che si è recata alla stessa fabbrica poco dopo. Si tratterebbe di un incidente che getterebbe ombra sull’immagine di Macron già macchiata da una molteplicità di articoli usciti allo scoperto dopo il primo turno che evidenziano i suoi legami con i Rothschild e Bilderberg.

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Di Irina Osipova
autore / intelligo
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