Corte Ue, migranti all'Italia. Per Meluzzi: "Spacciati, tra pirati e nuove mafie"

26 luglio 2017 ore 12:08, Stefano Ursi
In una sentenza la Corte UE ha stabilito che l'esame delle richieste di asilo, anche in situazioni di grave emergenza come quella odierna, è competente lo Stato d'ingresso e non quello in cui la richiesta è presentata, in applicazione del regolamento di Dublino. Un'altra doccia fredda per chi pensava che dall'Europa potesse arrivare un allentamento alla rigidità dei regolamenti in relazione alla crisi migratoria che sta investendo l'Italia. Poi il disaccordo delle Ong sul codice di condotta discusso al vertice di ieri al Viminale. E ancora l'UE che vuole contribuire con 500 esperti di rimpatrio. Circostanze che stanno facendo discutere e che per molti sono l'ennesima porta in faccia all'Italia, lasciata ormai sola nel mezzo di una crisi senza precedenti. Su queste tematiche IntelligoNews ha sentito il prof. Alessandro Meluzzi, psichiatra: ''Non è un problema di sottigliezze della Corte Europea, di Dublino o di qualsiasi altra città: nel momento in cui la Repubblica Italiana cessa di essere tale è finita''.

Corte Ue, migranti all'Italia. Per Meluzzi: 'Spacciati, tra pirati e nuove mafie'
Alessandro Meluzzi
Dalla Corte UE, che conferma Dublino anche in emergenza, un'altra porta in faccia all'Italia?

''Vede, in realtà il problema è che l'Italia fin dall'inizio di questa storia con Frontex e dopo Mare Nostrum, ha rinunciato ad esercitare una funzione irrinunciabile ed essenziale del concetto di statualità: lo Stato è qualcosa che, come in un sistema immunitario, ha un sé e un non sé, gli anticorpi, le frontiere, i confini. Se uno Stato cessa di avere questo semplicemente cessa di essere Stato, con tutto ciò che ne deriva. Allora la Corte Europea può dire quello che vuole, ma ci ricorda una cosa: che gli italiani, non so quanto consapevolmente, hanno rinunciato ed esercitare la propria sovranità, cosa che avrà effetti devastanti per lo Stato, molto al di là del problema immigrazione, visto che getterà sull'idea stessa di legalità, di stato di diritto e di patria un'ombra oscura di cui non vediamo ancora tutti gli effetti. Questo è l'aspetto veramente terrorizzante: questo crollo di sovranità e statualità avrà secondo me gli effetti, per usare una metafora oncologica, di una specie di leucemia, quando il sangue degenera e le difese immunitarie precipitano. E il paziente muore. A meno che non si operi un trapianto di midollo o una chemioterapia efficace, la Repubblica Italiana è condannata a morte da questa cosa. Non è un problema di sottigliezze della Corte Europea, di Dublino o di qualsiasi altra città: nel momento in cui la Repubblica Italiana cessa di essere tale è finita''.

Ieri le Ong hanno contestato il codice di condotta proposto nell'incontro al Viminale: che ne pensa?

''In relazione a questo mi viene sempre in mente l'azione dei pirati al tempo della pirateria. Non mi spingo a dire quale sia la loro origine e quali i loro finanziamenti, ma solo che alla loro attività l'Italia fa da sponda perché se si accetta il principio che possa esistere un'intera flotta, delle dimensioni di quella dello sbarco in Normandia, che ogni giorno arriva sulle spiagge libiche a prelevare migliaia di persone che poi trasferisce meccanicamente in Italia, si crea il più grande incentivo di mercato al movimento non si 300mila africani che sono oggi in Libia ma dei più di 200 milioni che dal Sahel vorrebbero venire in Europa; ma siccome in Europa non ci andranno, verranno qui, guidati dalla mafia nigeriana che, a quanto mi dicono amici nei corpi di Polizia e Carabinieri, si starebbe insediando nel sud Italia, gestendo non solo il traffico di uomini ma anche traffici ben più terribili, di cui è maestra. Allora io non capisco come mai tutti i grandi soloni dell'antimafia hanno gridato alla mafia di trent'anni fa senza però occuparsi di questo fenomeno. Vorrei che qualcuno se ne occupasse''.

Corte UE dice no a regole diverse in momento di crisi, le Ong che si oppongono al codice di concotta: in molti si chiedono, che si fa adesso?

''L'Italia in questo momento è schiaffeggiata: da Macron, per esempio, che gestisce la crisi libica. Questo è un Paese per cui vale la frase dal sesto canto del Purgatorio 'Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!'. O l'Italia, non so dove, troverà una classe dirigente e sorgerà qualcuno in grado di prendere in mano questo sciagurato Paese o altrimenti siamo spacciati''.

Abbiamo letto della proposta dei 'mental coach' per i rom nella Capitale e degli 'esperti di rimpatrio' dall'UE: solo parole?

''Esperti di rimpatrio? Tutte balle. Si legge addirittura che verrebbero dati 3000 euro a chi arriva in Europa: sa cosa significa questo nel tam tam degli smartphone dell'Africa profonda? Questa è la sapienza della nostra classe dirigente. È un Paese che purtroppo, andando avanti così, sarà spacciato. Non ci sono altre parole''.

#ue #dublino #immigrazione #italia

autore / Stefano Ursi
caricamento in corso...
caricamento in corso...