Libia, Napolitano si smarca su intervento 2011. Salvini: "A processo"

03 agosto 2017 ore 14:01, Luca Lippi
Il Presidente emerito Giorgio Napolitano ha rilasciato un’intervista al quotidiano la Repubblica nella quale ha rivelato qualche precisazione riguardo l’intervento in Libia per destituire il potere di Gheddafi: “Il protagonista dell'intervento in Libia fu fondamentalmente l'Onu. Non ci fu una decisione italiana a se stante. C'era stato dapprima un intervento unilaterale francese con l'appoggio inglese. Non interessa ora indagare sui motivi che spinsero Sarkozy a iniziare in tal modo l'attacco alla Libia di Gheddafi. Quella iniziativa intempestiva e anomala fu superata da altri sviluppi".
Nel quotidiano l’intervistatore ha sollecitato il presidente Napolitano in relazione alle convinzione degli esponenti del centrodestra e del M5S secondo cui sarebbe stato lui a scegliere di appoggiare l'intervento militare francese del 2011 in Libia, deciso da Nicolas Sarkozy. Il presidente, lapidario, ha risposto: “Contro Gheddafi decise il governo allora in carica, guidato da Silvio Berlusconi, nel quadro di una forte dimensione internazionale", aggiunge Napolitano sottolineando che "dire che il governo fosse contrario e cedette alle pressioni del Capo dello Stato in asse con Sarkozy, non corrisponde alla realtà". "In quella sede informale potemmo tutti renderci conto della riluttanza del Presidente Berlusconi a partecipare all'intervento Onu in Libia. Però, ripeto, non poteva che decidere il governo in armonia con il Parlamento, che approvò con schiacciante maggioranza due risoluzioni gemelle alla Camera e al Senato, con l'adesione anche dell'allora opposizione di centrosinistra", spiega Napolitano precisando che "la legittimazione di quella scelta da parte italiana fu dunque massima al livello internazionale e nazionale". Secondo l'ex Capo dello Stato, l'errore "grave fu non dare, in quanto comunità internazionale, nessun contributo politico, di institution building, ed economico alla conclusione della missione militare. Ci fu quasi un tirarsi fuori, e fu ciò che provocò il caos degli anni successivi", ha concluso.
Libia, Napolitano si smarca su intervento 2011. Salvini: 'A processo'
Le parole riportate da repubblica del presidente emerito hanno scatenato le ire del leader del Carroccio Matteo Salvini che, in verità con eccessivo impeto, ha dichiarato con un tweet:Napolitano non dovrebbe essere intervistato, pagato e scortato, dovrebbe essere processato”.
La fronda di sinistra non vedeva l’ora per rinnovare la stima nell’ex presidente. Il presidente del Pd a Palazzo Madama, Luigi Zanda ha subito dichiarato: "A proposito di Salvini, c’è un momento in cui l’essere il campione degli anti-sistema diventa sabotaggio nei confronti dell’Italia. La dichiarazione di Salvini sul presidente Napolitano, dice che questo limite è stato superato”.
Il vicepresidente dei deputati di Alternativa popolare, Sergio Pizzolante ha rincarato la dose: “Salvini è una vergogna per un Paese che vuol essere civile e democratico. Esprimo verso il presidente Napolitano la mia solidarietà e un sentito, profondo senso di riconoscenza per il suo alto e imparziale ruolo svolto come presidente della Repubblica. Sia nella fase della presidenza di Silvio Berlusconi, sia all’avvio di questa legislatura quando ha scongiurato una pericolosissima crisi istituzionale. È inconcepibile l’aggressione di Salvini ad un uomo che è stato residente degli italiani”.

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autore / Luca Lippi
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