Padoan su Banche venete è ‘solo’ fiducioso. Per Mps c'è la soluzione

30 giugno 2017 ore 14:00, Luca Lippi
Il ministro dell’Economia intervistato da Class CNBC ha parlato di unione bancaria, Banche venete e Mps:Non è un bailout (si riferisce alle Banche venete ndr.), visto che tutto è stato fatto all’interno delle regole. Si tratta di una liquidazione nazionale di due banche, dichiarate in fallimento o sul punto di fallire. Abbiamo rafforzato l’integrazione europea e l’Unione bancaria e stiamo lavorando per renderla ancora più forte”. Ha poi fatto una comparazione per chiarire la posizione dello stato nella gestione del fallimento di Popolare di Vicenza e di Veneto banca.
Padoan ha spiegato la differenza tra l’operazione con cui Intesa starebbe acquistando (bisogna aspettare la conversione del decreto) le due banche venete a 1 euro e quella con cui Santander ha rilevato per la stessa cifra Banco Popular. 

Il caso Banche venete - Mentre Santander dovrà lanciare un aumento di capitale di 7 miliardi di euro per sostenere il capitale di Banco Popular, nell’ambito di un accordo che non ha comportato l’utilizzo dei soldi pubblici, nel caso di Intesa SanPaolo lo Stato italiano ha deciso di proteggere i livelli di capitale della banca dall’impatto dell’acquisizione di Veneto Banca e Popolare di Vicenza.  A Class CNBC ha ribadito:Ciò che lo Stato ha trasferito in termini di risorse immediate a Intesa è necessario a mantenere inalterato il Capital Ratio della Banca, ma quei soldi pubblici verranno recuperati”. E, a proposito del costo dello Stato per il salvataggio delle banche venete, che potrebbe arrivare anche a 17 miliardi di euro, si tratta di un “limite teorico”, di “un caso estremo che non penso si realizzerà”. Tuttavia, il ministro precisa che c’è comunque un ultimo scoglio da superare, ovvero la definitiva conversione in legge del decreto. 
Padoan spiega:Non voglio nemmeno considerare il caso contrario. Scatterebbe la clausola di rescissione di Intesa , e la situazione si farebbe molto difficile”.
Padoan su Banche venete è ‘solo’ fiducioso. Per Mps c'è la soluzione
Caso Mps - si tratta “di una banca perfettamente funzionante, e questo non era il caso delle due banche venete”. Mps, ha aggiunto, è “una macchina totalmente diversa”, sottoposta al processo di ricapitalizzazione precauzionale, con cui lo Stato entrerà nel capitale. Nell’intervista a Class Editori, Padoan ha sottolineato che “non ci sono altri casi simili” a quello delle banche venete, e che il sistema bancario italiano è in fase di ripresa, complice la riduzione degli NPL nei bilanci delle banche.
Tra i progressi citati, la riforma delle popolari, l’aumento di capitale di UniCredit, la fusione tra Banco Popolare e BPM. Il ministro ha definito positiva anche la diffusione dei Gas e ha detto che Mps è salva e che la soluzione “arriverà entro pochi giorni”.

Vogliamo analizzare il decreto salva Banche venete per offrire qualche elemento di valutazione per capire meglio cosa starebbe succedendo - Il DL è il 99 del 25/6.  Dovrà essere convertito entro 60 giorni, ed il governo si è impegnato con Intesa a farlo approvare così come è , senza cambiamenti. 
Il cuore di tutta la norma risiede nell’articolo 3 . Questo attesta la cessione gratuita a Intesa delle due banche, tranne un gruppo di beni che sono inclusi nella normativa relativa del Bail In del 2015. Il punto B) dello stesso articolo è quello che interessa agli azionisti “ B) i debiti delle Banche nei confronti dei propri azionisti e obbligazionisti subordinati derivanti dalle operazioni di commercializzazione di azioni o obbligazioni subordinate delle Banche o dalle violazioni della normativa sulla prestazione dei servizi di investimento riferite alle medesime azioni o obbligazioni subordinate, ivi compresi i debiti in detti ambiti verso i soggetti destinatari di offerte di transazione presentate dalle banche stesse; c) le controversie relative ad atti o fatti occorsi prima della
cessione, sorte successivamente ad essa, e le relative passività".
Quindi le cause da svolgere contro la banca NON sono cedute a Banca Intesa, ma sono passate  alla “Bad Bank”, alla banca in liquidazione.
Passano anche alla banca in liquidazione gli NPL, il cui valore netto è di 10 miliardi. Su questo tema c’è una grande confusione, si è parlato di “Cessione di oltre 20 miliardi di credito inesigibile”, ma è un’imprecisione perché il valore netto è superiore alla metà, con una copertura ormai consistente. Quindi l’iniezione di capitali necessaria, almeno secondo la media indicata dall’ABI e da Bankitalia sull’incasso degli NPL, per coprire eventuali perdite dovrebbe essere , tecnicamente, limitata, però tutto è affidato alla valutazione incerta degli NPL stessi.
Attenzione al comma 2 del decreto ai punti a e b , dove viene data una esenzione completa per le certificazioni energetiche e le altre normative di carattere edilizio riguardanti gli immobili. La cessione quindi avviene senza riguardo per le ordinarie norme, una sorta di condono.
Poi una stranezza sulla questione del cessionario, che nella sostanza allo stato dell’arte sarebbe Intesa “Il cessionario è individuato, anche sulla base di trattative a livello individuale, nell’ambito di una procedura, anche se svolta prima dell’entrata in vigore del presente decreto, aperta, concorrenziale, non discriminatoria di selezione dell’offerta di acquisto più conveniente, nonché avendo riguardo agli impegni che esso dovrà assumersi ai fini del rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato”.
Le voci di stampa non hanno mai chiarito se qualcuno ha fatto offerte, (offerte pagate ovviamente). E poi prosegue che il “Cessionario” , cioè Banca Intesa, ottiene i seguenti privilegi:
-una garanzia dello stato per un valore fra i 5351 ed i 6531 milioni sui beni che le sono ceduti (nel caso il regalo non sia sufficientemente valutato).
-Una garanzia “Soddisfatto o rimborsato”, per cui Banca Intesa può restituire a piacimento qualsiasi parte della banca regalata che non sia di suo interesse, ottenendo un’ulteriore garanzia di 4 miliardi. Tra l’altro in caso di ritorno di qualche pezzo debito o crediti non sono garantiti dal cessionario;
- le garanzie fornite al cessionario (a Banca Intesa) hanno un grado di privilegio superiore ai debiti chirografari. Quindi, rebus sic stantibus, sono privilegiati rispetto alle azioni di recupero degli azionisti tuffati. Con questa norma abbiamo preso il diritto fallimentare e lo abbiamo stracciato. 
Riguardo gli NPL, questi saranno ceduti a SGA Spa, società che nacque per la gestione delle attività dubbie del Banco di Napoli. SGA Spa era di Banca Intesa, ma è stata ceduta al Tesoro per 600 mila euro a Maggio 2017, prezzo fissato alla sua costituzione. È come se il Tesoro sapesse già due mesi fa di avere bisogno di una società specializzata nell’incasso dei crediti! Si parlava di una cessione della SGA a Fondo Atlante, ma quest’ultimo nasceva con già la finalità della gestione degli NPL, per cui sarebbe strano che non si fosse dotato di una struttura idonea nel frattempo.
Nell’articolato, al numero 6 troviamo un’altra opacità: mentre per MPS i detentori di obbligazioni subordinate vendute prima del 1 gennaio 2015 hanno diritto alla sostituzione delle loro obbligazioni con obbligazioni senior, vendendo le stesse ricomprate da parte del Tesoro e quindi sostituite con titoli di qualità migliore, al contrario per gli obbligazionisti Junior delle venete vi è un richiamo alla pessima norma, che ha già causato grandissimi problemi, predisposta per gli obbligazionisti azzerati Banca Etruria, che prevede un ristoro, cioè la legge 208/2015 art 1 commi 855 e ss, che prevede un rimborso non generalizzato e totale, ma forfettario.  Anche i tempi per la richiesta dello stesso, considerato il periodo estivo e la totale assenza di una procedura, sono piuttosto stretti, essendo il 30/9/2017. 
In conclusione, l’articolo 3 del DL in relazione all’azione risarcitoria intentata nei confronti dei responsabili del dissesto delle Banche venete afferma: “…provvedono a cedere ad un soggetto, individuato ai sensi del comma 3, l’azienda, suoi singoli rami, nonchè beni, diritti e rapporti giuridici individuabili in blocco, ovvero attività e passivita’, anche parziali o per una quota di ciascuna di esse, di uno dei soggetti in liquidazione o di entrambi.”
Ora l’azione risarcitoria iniziata da BPVI e da VB è da individuarsi come iniziata antecedentemente alla liquidazione, quindi come un rapporto giuridico di cui, potenzialmente , beneficerà Banca Intesa, non gli Azionisti Danneggiati! Del resto la norma su questo punto è chiara, e i commi successivi evitano con attenzione di chiarire a chi andranno i soldi del risarcimento danni. Questo perché non si è chiarito il quadro giuridico complessivo. Ora, questa è materia per la Consulta, e il fatto che Padoan sia solamente ‘fiducioso’ fa pensare che anche nell’esecutivo attendono con le dita incrociate l’evoluzione degli eventi.

#bailout #Banchevenete #mps #PierCarloPadoan

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...