Per chi non paga luce e gas pronti i cacciatori di cerditi

31 gennaio 2017 ore 12:54, Luca Lippi
#Utenti morosi in crescita, e per questi i fornitori di servizi si stanno attrezzando. Lo scopo è quello di recuperare gli importi avvalendosi della collaborazione di intermediari finanziari terzi. Nella sostanza, in italia ci sono circa 375 mila clienti morosi, non sono solo privati cittadini ma anche Piva e Pmi. Solamente #Eni vanta crediti per 259 milioni di euro, e proprio il cane a sei zampe ha deciso di avviare la pratica del recupero crediti cedendo il pacchetto a una società terza.
La società che ha chiuso i contratto di acquisto delle pratiche in sofferenza da Eni è la  #Davies & Morgan, incaricata di riscuotere quelle somme avvisando i clienti che tardano a rimboarsare le forniture di gas, elettricità ed altri servizi con una raccomandata, per poi studiare un piano di rientro.
La Davies & Morgan non è nuova in questo tipo di servizi, ha già offerto il medesimo servizio a Sorgenia acquistando un pacchetto di sofferenze pari a 130 milioni, altri 20 milioni di fatture scadute le ha rilevate da E.On, e un altro piccolo pacchetto da Edison. Il conto totale nelle mani di Davies & Morgan attualmente è di 500 milioni che corrispondono a circa 500 mila creditori morosi.

Per chi non paga luce e gas pronti i cacciatori di cerditi

Dietro la Davis & Morgan c’è Hugh Malim il presidente, manager conosciuto per essere stato vent’anni country manager per l’Italia del gruppo Barclays, poi c’è il fondatore Andrea Bertone, amministratore delegato e banker specializzato in non performing loans e Gianandrea Cherubini, con un passato alla National bank of Greece e un focus sulle cartolarizzazioni. 
Il mercato delle sofferenze da parte di fornitori di servizi è in continua crescita, da qui l’idea di intervenire cercando da un lato di risolvere il problema alle società creditrici e dall’altro aiutando i debitori a risanare le posizioni senza essere soffocati. 
Secondo l’Unirec (l’associazione nazionale dei recuperatori di crediti) solo nel 2015, ultimo anno disponibile, il mercato delle sofferenze ammontava a 6,4 miliardi (bollette non pagate solo nel 2015). Si tratta di fatture che le utility non possono prescrivere e che di fatto rinnovano di anno in anno per mantenere vivo il credito oppure cercano di trovare accordi di riscadenzando il debito. La aziende possono al massimo ridurre l’erogazione di elettricità e gas alle famiglie mentre è loro facoltà scegliere di bloccare le forniture alle imprese. Ma di più non possono fare, quanto meno i grandi gruppi come Eni o Enel.
A quanto si compra una bolletta non pagata? 
Il costo va dal 2% fino al 10% del valore nominale. Se il pacchetto di scaduti è nutrito Davis & Morgan procederà a una cartolarizzazione dei crediti. In pratica la società, che ha la licenza bancaria, costituirà un veicolo (special purpose vehicle) che emette obbligazioni senior e junior (hanno diritti diversi) che vengono poi sottoscritte in parte da D&M e per il resto da fondi inglesi e svizzeri che negli anni si sono specializzati in questo ambito. 
Ovviamente i rischi sono elevati nel recupero delle bollette non onorate che però sono diventate ormai una vera e propria asset class. Ma anche i rendimenti sono interessanti: possono aggirarsi dal 10 al 13% a seconda della durata del finanziamento e delle diverse classi di obbligazionisti.
La collocazione professionale della Davis & Morgan  non è poi lontano da quello della gestione dei non performing loans bancari. Infatti Bertone, dopo l’avvio della crisi nel 2008, aveva lanciato l’attività di investimento nei portafogli di crediti in sofferenza o comunque ‘difficili’. La D&M ha acquistato da Consum.it (Mps), Banco di Desio, Cofidis e Bpm. Ci sono altre realtà ben più grandi che fanno questo mestiere. Da Banca Ifis al fondo Lindorf, alla polacca Kruk ma non sono attive sulle bollette come lo è D&M.

autore / Luca Lippi
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