Alatri, effettuata autopsia: Emanuele "finito" da una chiave inglese

31 marzo 2017 ore 11:28, Micaela Del Monte
Continuano le indagini per fare luce sull'omicidio di Emanuele Morganti ad Alatri. Nella serata di ieri è stata effettuata l'autopsia sul corpo del 20enne massacrato fuori da un circolo del posto sabato scorso. Ad uccidere il ragazzo sarebbe quindi stato un violentissimo colpo alla testa "non naturale", non sferrato quindi con calci o pugni. Secondo il medico legale infatti ad uccidere Emanuele potrebbe essere stata una chiave di ferro o un manganello. 

Alatri, effettuata autopsia: Emanuele 'finito' da una chiave inglese
AUTOPSIA
"Abbiamo compiuto un esame particolarmente accurato. Il quadro è politraumatico, con lesioni diverse tra loro, che abbiamo studiato tutte a fondo", ha assicurato il prof. Saverio Potenza, dell'università di Tor Vergata, a cui la Procura di Frosinone ha affidato la consulenza medico-legale, affiancato dalla tossicologa Maria Chiara David. La maggior parte delle lesioni il ventenne le ha subite alla testa e, da parte del prof. Potenza, nessun dubbio che una di quelle sia stata quella fatale al ventenne. Prodotta appunto all'apparenza con un mezzo "non naturale". Il consulente non si sbilancia però sul particolare se si tratti della chiave in ferro o del manganello. "Ho un'idea, ma sono tenuto alla riservatezza e devo comunque compiere altri accertamenti", precisa Potenza, che ha acquisito anche le cartelle cliniche della vittima, deceduta dopo 36 ore di agonia al policlinico Umberto I di Roma, dopo aver subito due interventi di neurochirurgia finalizzati a decomprimere l'emorragia cerebrale provocata dalle lesioni.

LE POLEMICHE
Intanto le polemiche riguardo alla scarcerazione di uno dei due fratellastri accusati dell'omicidio di Emanuele il giorno prima del pestaggio anche se era stato fermato per droga. Giovedì 23 marzo, quartiere Pigneto, Roma est. Una soffiata porta i carabinieri della stazione di San Pietro in un appartamento del Pigneto. Dentro trovano Mario Castagnacci e altre tre persone e un quantitativo di cocaina, hashish e crack che può configurare anche lo spaccio.  fermati si erano difesi sostenendo che quella droga sequestrata non era destinata allo spaccio ma al “consumo di gruppo”. Il pubblico ministero aveva chiesto, per Castagnacci, l’obbligo di firma, ma il gip aveva respinto anche l’obbligo di firma. Nel 2011 Castagnacci era stato arrestato: fu trovato in possesso di 5 kg di hashish. Secondo l’avvocato Tony Ceccarelli, che ha difeso Castagnacci nei procedimenti per droga, ma che ha rinunciato a difenderlo per l’omicidio di Morganti, il giudice avrebbe invece accolto la tesi difensiva del “consumo di gruppo”. Sentito telefonicamente dal Fatto, Ceccarelli ha detto:

“Il giudice non ha ritenuto opportuno applicare misure cautelari perché sono riuscito a dimostrare che la droga trovata non era destinata allo spaccio. Il mio cliente, infatti, proviene dalla Roma bene. La sua famiglia possiede negozi di calzature all’ingrosso e Castagnacci, così come gli altri tre arrestati, ha un impiego stabile e un buono stipendio. Insomma, nessuno deve spacciare per vivere. È stato ritenuto che la droga trovata servisse veramente per essere consumata dai quattro. E inoltre è stata riconosciuta la non elevata quantità dello stupefacente, bensì la sua elevata purezza. Può sembrare strano ma le 300 dosi di cocaina trovate equivalgono a 15 grammi”. E perché non hanno pesato i precedenti specifici di Castagnacci? “Il mio cliente poteva restare libero in attesa di un procedimento perché secondo il giudice non rappresentava un pericolo”.

L'INTERROGATORIO
L'interrogatorio di Mario Castagnacci e Paolo Palmisani da parte del gip del Tribunale di Roma, Anna Maria Gavoni, è invece stato fissato per domani. Il giudice per le indagini preliminari dovrà decidere se convalidare i fermi e se disporre una misura cautelare, trasmettendo poi gli atti per competenza ai colleghi di Frosinone. I due intanto sono in isolamento e l'allerta nelle carceri è massima, essendo stati raccolti elementi che lasciano temere all'amministrazione penitenziaria che i fermati di Alatri, se messi insieme ad altri detenuti, potrebbero rischiare il linciaggio.

CAOS AD ALATRI
L'accaduto ha mandato in subbuglio il paese di Emanuele. Amici e parenti del ragazzi sono furibondi per l'accaduto e si rischia quindi che qualcuno cerchi di farsi giustizia da solo nei confronti dei membri del branco e in particolare contro Castagnacci e il fratellastro Paolo Palmisani. Anche per questo motivo il Comune di Alatri ha  imposto ora una sorta di coprifuoco. Il responsabile della polizia locale ha emesso un'ordinanza con cui viene istituita nel centro storico un'area pedonale nelle ore notturne. Nel provvedimento viene specificato che "nelle serate dei fine settimana un notevole afflusso di cittadini, anche non residenti, accede al centro storico di Alatri, per frequentarne i locali pubblici". Soprattutto viene evidenziato che "tale fenomeno è fonte spesso di disordini e di nocumento alla normale circolazione stradale". Da lì l'istituzione dell'area pedonale a partire da domani e "fino a diversa disposizione". Il venerdì, sabato e domenica, dalle 20 alle 6, divieto di circolazione in viale Duca d'Aosta, via Cesare Battisti e piazza Santa Maria Maggiore.
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