Migranti solo in Italia, CasaPound: "Basta parole, serve intervento militare"

04 luglio 2017 ore 13:36, Americo Mascarucci
Francia e Spagna dicono no alla prospettiva di aprire i loro porti per accogliere i migranti dall’Italia: L’Austria annuncia lo schieramento dell’esercito ai confini per fermare una temutissima ondata. Sulla gestione dell’immigrazione l’Italia continua ad essere lasciata sola, nonostante l’intesa raggiunta nei giorni scorsi con Francia e Germania. L’Italia minaccia la linea dura, ma mentre gli altri fanno i fatti con atti concreti, il nostro Paese sembra impantanato nella ricerca di una collaborazione europea che non arriva. Per CasaPound il tempo delle chiacchiere è finito. Il vicepresidente Simone di Stefano a Intelligonews rilancia l'esigenza di un intervento militare in Libia.
Migranti solo in Italia, CasaPound: 'Basta parole, serve intervento militare'

Francia e Spagna chiudono i porti, l’Austria schiera l’esercito in funzione anti-migranti. L’intesa raggiunta fra Italia, Francia e Germania dunque è già fallita?

"Non esiste più l’Unione Europea, questo è il dato di fatto che emerge ogni giorno di più con sempre maggiore evidenza. Da quando è stato sospeso Schengen l’Europa esiste soltanto sulla moneta unica che ci sta affamando. Per dire basta l’unica cosa da fare è pianificare una risposta militare sulle coste della Libia".

Macron rifiuta i migranti economici e si dice pronto ad accogliere soltanto i profughi. Se questa è la linea ufficiale come può uscirne l’Italia dal momento che la stragrande maggioranza degli immigrati che sbarcano in Sicilia scappano dalla miseria e non dai conflitti?

"L’Italia in questi anni si è riempita di migranti che sapeva benissimo non sarebbero stati accettati dal resto d’Europa. Quindi la colpa non è della Francia che rifiuta i migranti economici, ma del nostro Governo che li ha accolti pur sapendo che non provenivano da teatri di guerra. Abbiamo voluto essere i buoni samaritani dell’Europa e ora ne paghiamo le conseguenze. Questi ora dovranno restare tutti a carico nostro. Per rispondere a Macron non basta chiudere le frontiere e i porti alle navi Ong ma come detto occorre inviare la nostra marina sulle coste libiche per impedire le partenze. Poi vediamo se l’Unione Europea ci dirà che non possiamo farlo".

Per quale motivo l’Italia non riesce a prendere queste misure drastiche come fanno gli altri Paesi?

"Per ragioni economiche, lo Stato ha messo sul piatto dell’immigrazione 4,6 miliardi di euro. Sul piano ideale nulla toglie che noi dovremmo assumere iniziative politiche forti e unilaterali chiudendo i porti alle navi Ong e bloccando l’arrivo dei migranti. Non con i blocchi navali ai limiti delle acque territoriali libiche visto che gli scafisti continuerebbero a portare i migranti fin sotto le nostre navi facendoli morire in mare e obbligandoci a soccorrerli. Noi dobbiamo intervenire militarmente in Libia lo ripeto, perché la Libia ci sta invadendo. Se c’è l’anarchia in Libia dobbiamo andare laggiù per impedire che l’anarchia favorisca l’invasione dell’Italia". 

Intanto Tajani e Juncker litigano sulle presenze e le assenze degli europarlamentari a Strasburgo. In pratica sul nulla. Le rappresentanze italiane in Europa non avrebbero ben altri motivi e argomenti per litigare a Bruxelles e altrove? 

"La carica di Tajani non ci serve a niente, non è certo il Parlamento europeo che decide le sorti della Ue visto che le decisioni che contano passano dalla Banca Centrale Europea e dalle Commissioni. Gli italiani che hanno cariche di rilievo in Europa non fanno gli interessi dell’Italia ma dei padroni del vapore". 


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