Lettera choc di 600 docenti: "Studenti non sanno italiano". Cosa non quadra

05 febbraio 2017 ore 14:20, Adriano Scianca
Gli #studenti italiani scrivono male e non conoscono l'italiano. A denunciarlo, con una #lettera-appello, sono... quelli che dovrebbero insegnare ai ragazzi a scrivere. C'è un paradosso che fa da sfondo alla denuncia di oltre 600 #docenti universitari, accademici della Crusca, storici, filosofi, sociologi e economisti, che hanno inviato al governo e al Parlamento una lettera denunciando che "molti studenti scrivono male in italiano e che servono interventi urgenti” per rimediare alle carenze dei loro studenti. 

Lettera choc di 600 docenti: 'Studenti non sanno italiano'. Cosa non quadra

"È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente". Tra gli altri firmatari Ilvo Diamanti, Massimo Cacciari, Carlo Fusaro e Paola Mastrocola. "Da tempo - continua la lettera - i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcune facoltà hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana". Secondo i docenti, il sistema scolastico non reagisce in modo appropriato, "anche perché il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico". 

Una denuncia sacrosanta, che tuttavia ha il torto di non fare i nomi di quelle ideologie che, da mezzo secolo a questa parte, hanno propugnato metodi educativi “alternativi” e, più in generale, una pedagogia che ha messo al centro i desideri del bambino e non la necessità di farne un cittadino consapevole. Insomma, l'appello è giusto, ma i docenti dovrebbero cominciare col farsi qualche domanda anche sulle proprie responsabilità. Certo, la lettera viene soprattutto da docenti universitari, che si trovano a relazionarsi con studenti che già dovrebbero aver appreso i rudimenti della lingua. Ma questo vorrebbe dire scaricare tutta la colpa sui maestri elementari, mentre esiste un vulnus che riguarda tuttio il sistema educativo. Si abbia il coraggio di affrontarlo.
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