Torino: sindaco dilettante e sicurezza insufficiente, ma italiani sveglia!

05 giugno 2017 ore 17:06, Marta Moriconi
L'ordinanza no vetro, e quel mistero. Se Fassino nel 2015 la fece, chiarimenti al sindaco di Torino Chiara Appendino li chiede Stefano Esposito del Pd. E li chiede oggi, perché la vendita di bottiglie e lattine che di solito i primi cittadini fanno per motivi di ordine pubblico, anche se non sempre risulta efficace e ben applicabile, è necessaria quando si parla
Torino: sindaco dilettante e sicurezza insufficiente, ma italiani sveglia!
di eventi tanto ricchi di folla. Eppure, se di dilettantismo si è trattato signori, gli italiani oltre a prendersela con lei dovrebbero iniziare a ragionare. 
A parte il solito teatrino, con l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta che aveva scritto: “Non si può pensare di lasciare senza controllo la circolazione di bottiglie in vetro in eventi di massa come quello che ha radunato la folla in piazza San Carlo, moltissimi feriti riportano lesioni anche per colpa dei vetri e questo si sarebbe facilmente potuto evitare”. E subito il capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale, Fabrizio Ricca, aveva ribattuto parlando di  “zero controlli, venditori abusivi ovunque, che hanno riempito di vetro, rivelatosi letale, la piazza. Quello che è accaduto stanotte non può essere insabbiato”. 

E' ovvio che ci troviamo di fronte a carenze organizzative della piazza, è evidente che la folla era troppa per quel luogo, che le vie di fuga troppo poche e il divieto di non entrare con le bottiglie se c'era non è stato comunque rispettato. Il dramma è che gli italiani cercano sempre qualcuno da punire dopo essersi affidati ciecamente a quella stessa persona. 
Gli attentati terroristici sono all'ordine del giorno e la rappresentanza istituzionale è in crisi: se non possiamo affidarci alla politica lo stesso vale per l'anti-politica. Occorre diventare maturi, smetterla di delegare anche il ragionamento, perché se non impariamo a fare così, finiremo in altre piazze-gabbie frutto di altri errori. 
Magari le imprudenze impariamo ad immaginarle, magari le carenze logistiche proviamo a identificarle da soli, magari iniziamo ad affidarci a quell'istinto di sopravvivenza che il buon Dio ci ha donato. 
Se è vero che l'esistenza è un dono, è anche vero che preservarsi da mali o danni di varia natura è un dovere. 
Vista, gusto, tatto, udito sono sensi che nascono ed esistono proprio legati alla vita. Tutti i sensi attivano in vari modi i diversi istinti e l'istinto ha la forte tendenza a vincere sulla ragione. Il che in questo caso, signori miei, andrebbe messo a frutto. 
L'istinto di conservazione della vita è inferiore in una persona affetta da autismo o da altre patologie (minore tendenza ad evitare pericoli) ma non negli altri. Siamo ancora o no "socialmente intuitivi" o siamo diventati fotocopiatrici sociali? La natura, se ascoltata, ci porta in questa direzione. E allora basta delegare anche l'istinto di sopravvivenza al sindaco o a chi rappresenta lo Stato. Loro faranno la loro parte, o la loro misera e insufficiente parte, ma noi facciamo la nostra. 

Se una piazza non ha uscite sufficienti, inutile tentare l'impossibile. In tempi di iper-razionalismo un po' di semplice raziocinio (o ancor meno un po' di istinto vitale) farà bene a tutti. 

#torino #piazzasancarlo #juventus #feriti

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