Riforma abolizione ticket: "C’è il margine per eliminare tassa su salute"

06 aprile 2017 ore 12:36, Luca Lippi
Il processo per scardinare il sistema dei ticket sanitari è in piena attività. Beatrice Lorenzin non molla la presa e torna all’attacco, nella riunione di ieri presso il dicastero, ha fissato l'agenda ed i tempi per arrivare alla revisione del sistema dei ticket sanitari, già prevista dal Patto per la salute 2014. Il primo incontro è in programma per il 19 aprile, e l'obiettivo di arrivare a formulare proposte concrete entro l'estate.
L’idea è quella di far pagare i più ricchi per garantire l’assistenza a tutti i più poveri.
Il meccanismo attuale è quello introdotto alla fine degli anni 80, finalizzato semplicemente alla compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria pubblica che in quegli anni stava letteralmente superando le soglie di sopportazione per la macchina statale. Oggi, avendo riportato in equilibrio economico il sistema, secondo il ministro sta diventando un ostacolo insormontabile per l’accesso alle cure delle categorie più deboli della popolazione.

LE NOVITA’
Il Ministro Lorenzin afferma: “I ticket valgono tre miliardi sui 113 del Fondo sanitario nazionale, c’è il margine per eliminare la tassa sulla salute”. Il problema ovviamente è quello di trovare un punto di partenza che sia condiviso da parte delle Regioni, i governatori al momento sono concordi con l’obiettivo del Ministro purché non si traducano in un aggravio di spesa per le casse delle amministrazioni locali. 
Riforma abolizione ticket: 'C’è il margine per eliminare tassa su salute'
DUBBI
Soprattutto per quanto concerne la riforma delle detrazioni fiscali per i farmaci e le spese mediche. Oggi tutti i contribuenti possono detrarre dalle imposte versate il 19%. Nel progetto c’è l’ipotesi di creare delle soglie di aliquote in funzione del reddito personale, fino ad annullare la detrazione per i redditi oltre una certa soglia. Il risparmio che ne deriverebbe servirebbe per eliminare i ticket. Ma la detrazione ha anche un altro problema, perché taglia fuori gli incapienti, cioè chi non paga tasse o ne paga talmente poche da non poter beneficiare dello sconto fiscale. A meno di non trovare una forma per monetizzarle, la revisione delle detrazioni sembra complessa. L’altra strada, sempre a monte dei ticket, è quella di individuare una franchigia in base al reddito. Superata la franchigia (che sarebbe più alta per i redditi bassi e ridotta o annullata per quelli più alti) le prestazioni eccedenti sarebbero a pagamento.

LE SOGLIE
Allo studio una revisione delle soglie di esenzione, attualmente valgono circa 8 miliardi di euro, con uno spostamento più favorevole in direzione delle fasce più deboli, i poveri e gli anziani. Le esenzioni attualmente in vigore prevedono l’assenza del ticket per le prestazioni specialistiche gli anziani con oltre 65 anni e un reddito non superiore a 35 mila euro (che potrebbe essere ridotto), i disoccupati e i loro familiari a carico con un reddito non superiore a 8.500 euro (che potrebbe essere aumentato), i titolari di pensione sociale e i pensionati al minimo oltre i 60 anni e pronto soccorso.

TAGLI
Per finanziare l’eliminazione del ticket si considera infine l’ipotesi di avviare una nuova tornata, finalizzata, di revisione della spesa sanitaria. La responsabilità di manovra sarebbe delle singole regioni, che del resto amministrano autonomamente il ticket sulla spesa farmaceutica (quello statale non esiste più), sulle prestazioni specialistiche e sugli accessi al pronto soccorso, utilizzato per far quadrare i conti dei singoli sistemi regionali.
Allo stato attuale, considerando il peso enorme dei ticket in capo alle Regioni con una platea più ricca (32 euro l’anno di media a testa in Veneto e appena 8,2 euro in Sicilia), i risultati sono decisamente poco equi (peso eccessivo su alcune Regioni a danno di altre).  Il coordinatore degli assessori regionali alla sanità, il piemontese Antonio Saitta a tale proposito ha dichiarato: “Dobbiamo arrivare ad omogeneizzare il sistema su tutto il territorio nazionale”. 
Secondo i dati diffusi proprio ieri da Eurostat il 6,5% degli italiani (che oltre ai 3 miliardi di ticket ne spendono altri 40, privatamente, per la sanità) non riesce più a soddisfare i bisogni sanitari a causa dei costi troppo elevati: tra i Paesi della zona euro solo in Grecia sono messi peggio.

IL PRIMO INCONTRO PROGRAMMATICO TENUTOSI IERI
Piena disponibilità da parte delle Regioni, tuttavia il problema più serio è quello delle coperture. Ha affermato il coordinatore degli assessori alla Sanità: "Bisogna affrontare il tema della compartecipazione alla spesa sanitaria, come previsto dal Patto per la salute 2014, con l'obiettivo anche di omogeneizzare il sistema su tutto il territorio nazionale".
Per ora, ha precisato, "non ci sono ancora proposte definite sul tavolo. E' un percorso di lavoro che sta iniziando. Tuttavia, resta il nodo del gettito di 3 mld di euro, derivati attualmente dai ticket sanitari: è una quota che, nell'eventualità dell'abolizione dei ticket va garantita alle Regioni, per evitare una riduzione del Fondo e, dunque, delle attività sanitarie".
Posizione condivisa pure dagli assessori alla Sanità del Veneto, Luca Coletto, e dell'Emilia Romagna, Sergio Venturi. E favorevole all'abolizione del cosiddetto 'superticket nazionale' di dieci euro sulla specialistica e di tutti i ticket regionali in essere, si è detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
Ministero e Regioni fanno sapere chenon sussistono ipotesi precostituite di revisione, è comune l'obiettivo di rivedere il sistema di compartecipazione secondo principi di equità, solidarietà e universalismo".
Da questo punto partirà il primo tavolo che sarà composto da tecnici designati dalla commissione Salute, dal ministero della Salute, dal Ministero dell'Economia e da Agenas.
Saranno chiamati a contribuire ai lavori anche tecnici qualificati esterni.
Commentano in una nota congiunta Cgil nazionale e Fp Cgil nazionale: "Abolire i ticket è sempre stata una nostra richiesta. Il ministro, però, dica anche come intende garantire a tutti i cittadini, soprattutto ai più poveri, l'accesso al Servizio Sanitario Nazionale".
Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato chiede invece di partire dalla eliminazione del super-ticket di 10 euro sulla prestazioni per "rilanciare il Servizio sanitario e garantire ai cittadini accesso alle cure". 

#Ticket #Tagli #Lorenzin #Regioni #Esenzione
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...