Le borse dopo il referendum non piangono: focus da Milano a Wall Street

06 dicembre 2016 ore 14:56, intelligo
di Luciano Atticciati

Le borse dopo il referendum non piangono: focus da Milano a Wall Street
Tempi difficili per tutti, anche per gli analisti di Borsa costretti a salti mortali per dare spiegazioni sull'andamento dei mercati finanziari. 
Come con la vittoria di Trump, le Borse mondiali hanno avuto tendenze anomali e contorte, anche con la sconfitta di Renzi è difficile parlare di scenari chiari in economia. 
Gli investitori sono tradizionalmente dalla parte dell'establishment, ma la popolazione non segue le loro indicazioni e preferisce il "salto nel buio" alla politica noiosa dei politici di professione.
Quando nella notte si è profilata la vittoria del fronte del No, l'euro ha perso vistosamente rispetto al dollaro e le Borse asiatiche sono passate in negativo. 
Nei commenti di pre-apertura delle Borse europee si parlava di un crollo (-2,8% i futures sul nostro listino) ma dopo meno di un'ora Milano invertiva la marcia e passava in positivo per ripassare in negativo dopo le dichiarazioni di un esponente della Bce poco positive sulle nostre banche. 
Anche l'euro recuperava, mentre i nostri titoli di stato non mostravano particolari tendenze rassicurate da un precedente intervento di Mario Draghi.
Se il mondo della politica oggi appare confuso, non diverso appare quello dell'economia, mentre i problemi reali del paese rimangono sospesi, dalle banche al mondo del lavoro soprattutto per chi un lavoro sicuro non lo ha, sembra si viva molto alla giornata.

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