Migranti, Juncker plaude l'Italia. Ma Guardia Costiera libica accusa Ong

06 maggio 2017 ore 12:14, intelligo
Nonostante l’accoglienza dei migranti cresca a ritmi esponenziali, il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker, durante il suo intervento a Firenze ai lavori di "The state of the Union", ha lanciato un appello agli stati membri dell’Unione Europea: "Non c'è abbastanza solidarietà in Europa, la solidarietà è il grande assente”. L’appello infatti si rivolge agli stati che non danno il benvenuto di prima accoglienza ai migranti. Juncker si è complimentato per l’operato italiano: “L'Italia, fin dal primo giorno della crisi migratoria fa tutto ciò che si può fare: salva tutt'oggi l'onore dell'Europa e perciò dobbiamo essere più solidali sia con l'Italia che con la Grecia". Il Presidente della Commissione, inoltre, ha accusato alcuni Paesi di non rispettare le norme giuridiche adottate in questo campo, perché a suo avviso questi non vogliono fare entrare i migranti, discriminando i nuovi arrivati per via della provenienza, della religione o del colore della pelle. Juncker ha così concluso: “L’Italia ha salvato l’onore dell’Europa” ed è quindi ora che ''anche gli altri Stati accolgano i migranti in arrivo''.

Migranti, Juncker plaude l'Italia. Ma Guardia Costiera libica accusa Ong
Jean Claude Juncker
ONG come le Sirene di Ulisse - Dopo le intercettazioni satellitari delle rotte marine delle navi ONG, le inchieste di Zuccaro, ora anche la Guardia Costiera libica aggiunge un altro tassello per poter tracciare tutte le tappe del traffico degli esseri umani dall'Africa verso l'Italia. In un'intervista esclusiva a Aki-Adnkronos International, il capo della Guardia Costiera libica Rida Aysa, denuncia il modus operandi delle ONG, che spingono i migranti ad imbarcarsi sui gommoni dopo aver inviato dei segnali, promettendo loro dei soccorsi, aggravando così la crisi. "Abbiamo comunicato tutto questo sia all'UE sia ai comandanti dell'Operazione Sophia ma fin'ora non hanno preso alcuna misura al riguardo", racconta il Capo della Guardia Costiera libica. L'indignazione di Rida Aysa parte anche dal fatto che alcune navi delle ONG operano in acque territoriali libiche senza ottenere autorizzazioni dalla Guardia Costiera. A questi fatti va aggiunto un altro grande punto interrogativo.

Come mai in Italia? - Le richieste di asilo sul territorio italiano, infatti, arrivano anche da migranti che vengono aiutati a sbarcare in Italia dalle navi che battono bandiere degli altri paesi. Secondo le norme del diritto internazionale, la richiesta di asilo politico può essere fatta direttamente al paese la cui bandiera sventola sul natante. Tra le navi delle ONG con bandiera straniera possiamo individuare la Sea Watch, la Sea Eye e la Iuventa con bandiera olandese, la Minden tedesca, L'Acquarius di Gibilterra, la Phoenix con bandiera del Belize e la Golfo Azzurro con bandiera di Panama. Una volta fornita la prima assistenza al migrante, l’Italia, in caso di richiesta di asilo per esempio all’Olanda, potrebbe poi trasferire il nuovo arrivato nel Nord Europa. Questo però non pare essere un iter seguito nella maggior parte dei casi. Le richieste di asilo vengono indirizzate all'Italia. Ormai non solo i cosiddetti “complottisti” sono inclini a pensare che dietro il traffico degli esseri umani, che passa attraverso l’Italia, si celi una specie di catena di montaggio ottimizzata in ogni punto dell'assemblaggio. Come mai tutto questo non preoccupa minimamente la Commissione Europea, che si impegna invece molto a convincere tutti gli Stati membri a trovare dei nuovi fondi e spazi per i migranti in Europa? Questo continua a rimanere uno dei più grandi interrogativi legati alla crisi migratoria.

di Irina Osipova

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