Erdogan-Merkel parla CasaPound: "Riecco il nazismo come il prezzemolo"

06 marzo 2017 ore 14:11, Andrea Barcariol
Si schiera con i tedeschi Simone Di Stefano, leader di CasaPound, nell'intervista a IntelligoNews sulla polemica tra la Turchia e la Germania, dopo il divieto a esponenti turchi di tenere dei comizi, in territorio tedesco, per parlare del referendum sulla riforma costituzionale in programma il 16 aprile in Turchia.

Fanno discutere le frasi di Erdogan sulla Germania "Pratiche non differenti dal nazismo", dopo il no tedesco alle manifestazioni elettorali sul proprio territorio. Che idea si è fatto?
"C'è una nazione europea che difende la propria sovranità territoriale e non vuole il comizio turco nelle piazze tedesche. Mi sembra sacrosanto, come principio. Poi ovviamente si tira fuori il nazismo come il prezzemolo ogni volta che si deve criticare la Germania, ma non è che quando si fa una scelta di sovranità si può parlare di nazismo".

Erdogan-Merkel parla CasaPound: 'Riecco il nazismo come il prezzemolo'
Pensa che la stessa cosa accada per il termine fascismo?
"Basta nominare l'interesse nazionale che immediatamente diventi un fascista o un nazista. Il discorso è chiaro, c'è qualcosa che sta cambiando profondamente in Europa e all'interno delle nazioni europee. Anche le classi dominanti si stanno rendendo conto che se non dicono qualcosa su questi temi verranno sommersi dai cosiddetti populisti. Allora corrono ai ripari, dicono che dobbiamo buttar fuori i migranti, la Merkel fa la voce grossa con la Turchia ma ormai la stalla è aperta e i buoi sono scappati".

La Turchia, pur non facendo parte dell'Ue, ha sottolineato che loro non si fanno dire quello che devono fare. Auspica un atteggiamento simile anche per l'Italia, spesso accusata di avere una posizione troppo debole in Europa?
"Ogni nazione ha il diritto di affermare che non si fa dire da un'altra nazione cosa deve fare. E' un principio giustissimo, questa è la mia terra, questo il mio territorio e il mio popolo. La Turchia fa bene a dire ai tedeschi di farsi gli affari propri peccato che in Germania abitino milioni di turchi. Cosa ci fanno in Germania? Dovrebbero stare a casa propria, questo è il nocciolo della questione. Il problema è che ci sono troppi popoli che vivono in altre nazioni e non facciamo il solito esempio degli Stati Uniti che prima hanno dovuto sterminare i nativi americani. Le nazioni che hanno milioni di emigrati dovrebbero avere rispetto e cercare di riportarli in patria".

Secondo lei è stata una provocazione di Erdogan o, come qualcuno sostiene, è vero che Berlino sta cercando di sostenere l'opposizione contraria alla riforma costituzionale che verrà votata ad aprile in Turchia?
"Sono sempre fermamente contrario a qualsiasi tipo di ingerenza di uno Stato nella vita di un altro. Berlino sbaglia se sta cercando di favorire un risultato piuttosto che un altro, deve essere il popolo turco a decidere. Faccio un esempio, in Cina non c'è la democrazia, c'è il partito unico, praticamente una dittatura, che io critico ma non mi permetterei mai di dire ai cinesi come devono gestire la loro esistenza. Se la Turchia vuole andare verso l'uomo forte e dare il potere in mano a Erdogan è liberissima di farlo e nessuno Stato deve fare ingerenze sulle decisioni del popolo turco".

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