G20, Rizzo (PC) VS no global "incoerenti": "Vi presento l'Africa ai tempi del socialismo"

07 luglio 2017 ore 13:50, Americo Mascarucci
Al vertice di Tallinn sull'immigrazione l'Italia è rimasta in pratica col cerino in mano. Le proposte italiane sono state respinte ad iniziare dalla "regionalizzazione" degli sbarchi richiesta dal ministro dell'Interno Marco Minniti. Gli altri paesi, Germaia e Francia in testa hanno detto no all'apertura di altri porti nel Mediterraneo. Ad Amburgo dove invece è in corso il G20 ci sono stati violenti scontri fra polizia e manifestanti appartenenti all'area antagonista. Ma mentre i gruppi dell'estrema sinistra protestano contro i potenti del mondo per quelle che definiscono le politiche imperialiste, sfasciando le vetrine, tirando molotov e altre forme estreme di violenza sembrano invece del tutto indifferenti al problema dell'immigrazione e a quella che da più parti è definita l'invasione dell'Italia. Non è forse il caso di aggiornare l'agenda no global delle proteste? Intelligonews ne ha parlato con Marco Rizzo leader del Partito Comunista.
G20, Rizzo (PC) VS no global 'incoerenti': 'Vi presento l'Africa ai tempi del socialismo'

A Tallinn l'Italia sembra aver ottenuto poco o niente dall'Europa al di là del codice sulle Ong e i fondi per la Libia. Per il resto l'emergenza sbarchi resta tutta sulle nostre spalle. Che significa questo?

"Mi pare evidente che l'Italia non ha alcuna titolarità da tempo immemorabile. Se vogliamo essere sinceri non è mai nemmeno esistita una sovranità italiana visto che dalla guerra in poi abbiamo subito basi militari americane, ingerenze dei servizi segreti stranieri, per arrivare oggi al Fiscal Compact e al pareggio di bilancio in Costituzione. Mi fanno ridere quelli che oggi dicono di tornare alla sovranità nazionale. Ma a cosa vogliamo tornare se non l'abbiamo mai avuta? Il problema dell'immigrazione è soprattutto geografico, noi siamo il lungo molo del Mediterraneo. Dinamiche in parte indotte da guerre e sfruttamenti estensivi delle risorse del terzo e quarto mondo che mai produrranno sviluppo in quelle zone, unite alla scelta politica di costruire un esercito industriale di riserva per abbattere in Europa i diritti dei lavoratori, costituiscono una miscela esplosiva che fa sì che il molo Italia continui ad essere invaso".

Non è un paradosso che nell'era della globalizzazione senza confini ci sia chi sul tema dell'immigrazione si rifiuti di aprire i porti o chiuda le frontiere?

"Certo che è assurdo. Il meccanismo lo ripeto è voluto. Ora sarà interessante vedere come il Governo italiano giustificherà il fatto di essere tornato a casa con un pugno di mosche".

Ad Amburgo dove va in scena il G20 ci sono stati scontri fra antagonisti No Global e Polizia. Ogni volta che i capi del mondo si riuniscono per discutere delle politiche mondiali ecco che immancabili scattano le manifestazioni anti-imperialiste. Poi però di fronte all'invasione dei migranti i cosiddetti antagonisti restano del tutto indifferenti. Come mai?

"Ma qual è la natura di questi movimenti cosiddetti no global? Quando c'era la guerra fredda questi stessi movimenti si sono spesso schierati contro l'Unione Sovietica. Ci fosse ancora l'Unione Sovietica tutto quello che sta avvenendo nel mondo non ci sarebbe. Quindi tutti questi che hanno parteggiato per il dissenso nell'Urss oggi fanno gli anti-imperialisti dimenticando che l'imperialismo occidentale è stato favorito anche grazie alle loro scellerate politiche di sostegno ai movimenti rivoluzionari anti-comunisti. L'unica reale possibilità di cambiare l'ordine esistente è il socialismo ma non mi pare che oggi ci siano le condizioni perché possa affermarsi nel mondo. Quindi tutti questi movimenti di protesta mi appaiono francamente soltanto folkloristici, mera fuffa".

Ma se come dice lei tornasse il socialismo pensa che il problema dell'immigrazione sarebbe di facile soluzione?

"Non ci sarebbe proprio. Quando c'erano i paesi socialisti, l'Africa lottava per la propria indipendenza politica ed economica, dall'Angola al Mozambico, dall'Eritrea all'Etiopia finendo con i paesi del socialismo panarabo, Libia, Siria, Iraq. Erano paesi floridi ed indipendenti da cui la gente non scappava. Poi è arrivato l'Occidente e questi sono i risultati".  


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