Rispunta l'Europa a 2 velocità targata Merkel: Italia a rischio "meridione"

07 marzo 2017 ore 11:50, Americo Mascarucci
"Sì a un'Unione Europea a più velocità". I leader dei quattro Paesi più popolosi dell'Ue, meno la Gran Bretagna si sono visti a Versailles per un vertice che precede di qualche giorno la commemorazione dei 60 anni dalla firma dei trattati di Roma e dalla nascita della Comunità economica europea (la Cee, che con Maastricht diventerà l'attuale Ue). 
"Sì a un'Europa a più velocità" ha detto il presidente francese Francois Hollande: "Diversi livelli di integrazione" per il Premier italiano Paolo Gentiloni; "Cooperazioni differenziate" per la cancelliera tedesca Angela Merkel.
Parole diverse, termini differenziati per esprimere sostanzialmente lo stesso concetto.
Un'Europa dal "doppio binario", una di serie A e un'altra di serie B. 
Ma per l'Italia cosa cambia? Sarà un bene o un male? E dove si collocherà il nostro Paese? In fascia alta o bassa? 
Rispunta l'Europa a 2 velocità targata Merkel: Italia a rischio 'meridione'

Intelligonews dopo che la proposta era stata lanciata dalla cancelliera Merkel aveva chiesto il parere di illustri economisti, storici e giornalisti e le risposte erano state tutte negative.
Il giudizio dell'economista Claudio Borghi era stato senza appello:
"Quando si parla di Europa è importante tenere a mente i termini con i quali si trattano determinate questioni: ricordo distintamente che di tematiche affini a questa si parlò in occasione dell'accordo raggiunto fra l'Inghilterra pre-Brexit di Cameron e l'Unione Europea, onde non arrivare all'uscita tout-court. In quel momento si iniziò a parlare di un'Europa a due velocità, con termini simili a quelli che sentiamo oggi: chi non ha l'euro ma sta nell'Unione e con essa vuol avere rapporti di vario genere viene considerato unione europea-2, per così dire, mentre chi invece ha l'euro deve muoversi verso una sempre maggiore integrazione. Per farla semplice, il tutto si sostanziava nel dire che, visto che l'Europa si presenta frammentata a causa di Paesi che avevano la loro moneta e se ne volevano andare, la soluzione era una sempre maggiore integrazione fra quelli che hanno l'euro: per noi, questo mi pare chiaro, sarebbe mortale. Siamo già ora in una gabbia con la tigre, andremmo solo a finire in una gabbia più stretta...'' 

Non meno drastico il giudizio del giornalista Giulietto Chiesa.
"Questa Europa conosce solo la parola competizione. Se vai alla lettera “s”, non trovi più la parola solidarietà. E alla “r” è sparita la parola riequilibrio. La disuguaglianze aumenteranno, anche perché i tedeschi hanno la coazione a ripetere e non credono al proverbio “non c’è due senza tre”.  Insomma pensano che questa volta ce la faranno, usando l’euro magari al posto dei cannoni".

Lo storico Maurizio Blondet riprendendo l'allarme di Giulio Tremonti sul rischio piemontesizzazione dell'Italia aveva denunciato:
"Non si capisce bene cosa abbia voluto dire la Merkel. Visto che comandano tutta l'Europa facciano un progetto chiaro, comprensibile, anche per noi servi italiani, perché questo è quello che siamo. Il bello è che gli italiani sono convinti di stare dentro la serie A, ma noi staremo esattamente dove ci vogliono i tedeschi. Loro ci hanno voluto nell'euro per toglierci il 25% delle industrie perché eravamo i loro concorrenti più temibili. Questo è un popolo di miserabili che si fa governare da miserabili che raccontano cose miserabili".

Nessuna speranza per l'economista Ettore Gotti Tedeschi:
"L’Europa a due velocità affosserebbe il nostro Paese, perché saremmo fuori dalla velocità che comanda e saremmo soggetti alla velocità che pretenderebbero quei Paesi che stanno nella prima velocità. Saremmo spolpati. Speriamo in un miracolo Fillon, nel frattempo, in Francia ci sono stati stati già Loudes, Rue du Bac, Beauraing, Banneaux, La Sallette..."
Insomma, quanto davvero ci conviene questa Europa a 2 velocità o "dai diversi livelli d'integrazione" per far contento il Premier Gentiloni?
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