Lupo ucciso, scuoiato e appeso in strada: la foto choc scatena il Wwf

28 aprile 2017 ore 22:25, Micaela Del Monte
Ucciso, scuoiato e appeso a testa in giù accanto ad un cartello: "No agli abbattimenti, sì alla prevenzione". Così è stato ritrovato un lupo a Suvereto, nel livornese, sulla strada che porta a Monterotondo. A darne notizia il sindaco di Suvereto sulla pagina Facebook del Comune pubblicando un foto, "per decenza tagliata", del cartello a cui è stato appeso l'animale, e condannando il gesto "infame" che "si è consumato sul nostro territorio" stamani. Chi lo ha compiuto ha anche affisso sopra l'animale un cartello con scritto: "No agli abbattimenti - sì alla prevenzione". "L'amministrazione comunale condanna il crudele gesto e con la collaborazione delle forze dell'ordine, avvisate dall'assessore Toninelli, prontamente recatosi sul luogo, auspica che i colpevoli siano individuati ed esemplarmente puniti", scrive sempre su Fb il sindaco Giuliano Parodi.

Lupo ucciso, scuoiato e appeso in strada: la foto choc scatena il Wwf
RISPOSTA DEL WWF
- Intanto il Wwf ha annunciato un esposto alla procura. Per il Wwf questo "è solo l'ultimo di una lunga serie dall'inizio dell'anno, con un episodio simile accaduto in provincia di Grosseto a gennaio ed altri 7 casi di bracconaggio accertati in Liguria e nelle Marche a cui bisogna aggiungere le decine di lupi investiti negli ultimi mesi dalle auto". In totale, per l'associazione, ogni anno muoiono in Italia 300 lupi a causa della "caccia illegale, di trappole, bocconi avvelenati e incidenti stradali".
Il Wwf, che parla di gesto "in chiaro segno di provocazione", esprime il suo appoggio al sindaco di Suvereto Giuliano Parodi "che sui social media ha fermamente condannato l'accaduto" e annuncia pure che "si costituirà parte civile nel processo che auspichiamo in questo caso si avvii subito". L'associazione rivolge infine un "ennesimo appello alla conferenza Stato-Regioni affinché venga approvato al più presto, ovviamente con lo stralcio del capitolo relativo agli abbattimenti legali, il Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia, che contiene importanti misure contro il bracconaggio".

LEGAMBIENTE - Su quanto accaduto a Suvereto interviene anche Legambiente che parla di "gesto barbaro e vigliacco. Così non si aiutano gli allevatori ma si peggiora la situazione": studi scientifici "confermano che l'abbattimento di predatori crea squilibri nei nuclei riproduttivi portando a un aumento di predazioni di animali domestici". Legambiente, attraverso Angelo Gentili, della segreteria nazionale, chiede alle forze dell'ordine d'intervenire subito e in maniera forte.

LUPI IN ITALIA - La caccia al lupo è vietata dal 1971. Proprio grazie a questa messa al bando negli ultimi 50 anni la condizione di questi animali è molto migliorata in Italia: i lupi censiti sono tra i 1.500 e i 2 mila contro i 100 presenti allora. Oltre un centinaio di esemplari si trovano sulle Alpi e 1.000-2.000 in Appennino. Tuttavia si tratta ancora di animali a rischio.

UCCISI ILLEGALMENTE - Secondo le stime del Wwf i lupi uccisi illegalmente in Italia ogni anno oscillano tra il 10 e il 15% della popolazione totale. Significa circa 300 lupi l’anno, uno ogni 29 ore. Un numero altissimo, che dimostra come il bracconaggio non sia stato in alcun modo arrestato. Le modalità con cui i lupi vengono uccisi sono tutte cruente: dall’avvelenamento allo sparo, dallo strangolamento con lacci metallici alle ferite delle tagliole che portano alla morte. Molti sono anche gli animali che muoiono a causa di incidenti stradali.

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