M5S Genova, controffensiva giudiziaria di Cassimatis. Indagati Grillo e Di Battista

01 aprile 2017 ore 10:25, Americo Mascarucci
Il "caso Genova" finisce in tribunale. Il caso in questione riguarda l'esclusione della candidata a sindaco di Genova del Movimento 5 Stelle Marika Cassimatis, vincitrice delle Comunarie on-line, esclusione decisa da Beppe Grillo che nell'annunciare lo stop alla sua candidatura sul proprio blog ne aveva messo in dubbio "l'affidabilità" accusandola di avere filtrato con i dissidenti e fuoriusciti, Pizzarotti su tutti. Il post di Grillo con cui si annunciava l'esclusione è del 17 marzo. Al posto della Cassimatis Grillo ha candidato il suo fedelissimo Luca Pirondini uscito sconfitto dalle Comunarie.
Ebbene, l'esclusa non è stata ferma e non ha affatto deciso di subire in silenzio la defenestrazione. Cassimatis ha infatti annunciato di "voler ricorrere al tribunale civile e con procedura d'urgenza chiedere la sospensiva del voto on line nazionale e il reintegro della nostra lista". Non solo, Cassimatis ha querelato pure per diffamazione Beppe Grillo e Alessandro Di Battista per le dichiarazioni, a suo giudizio diffamatorie, rilasciate nei suoi confronti e dei componenti della sua lista.
M5S Genova, controffensiva giudiziaria di Cassimatis. Indagati Grillo e Di Battista

IL RICORSO
Il ricorso in sede civile contesta "la votazione fatta su scala nazionale contraria al regolamento interno per le amministrative con cui Grillo ha chiesto agli attivisti di confermare la candidatura di Luca Pirondini dopo la scelta di escludere Cassimatis, e la decisione di togliere il simbolo del Movimento 5 Stelle alla lista della candidata".
"Chiediamo pubbliche scuse ma in 10 giorni non abbiamo ricevuto nessun contatto da Beppe Grillo nè dal suo staff", ha detto la Cassimatis che non ha affatto gradito le accuse di slealtà e di tradimento nei confronti del Movimento.

L'INDAGINE
Come atto dovuto la Procura di Genova, ricevuta la querella della Cassimatis ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di diffamazione Beppe Grilloe e il deputato Alessandro Di Battista. 
Sotto accusa c'è appunto il post di Grillo con il quale il leader maximo accusa Cassimatis e company: "In qualità di garante del MoVimento 5 Stelle, al fine di tutelarne l'immagine e preservarne i valori e i principi, ho deciso, nel pieno rispetto del nostro metodo, di non concedere l'utilizzo del simbolo alla lista di Genova con candidata sindaco Marika Cassimatis. Molti" esponenti della lista di Cassimatis - accusava Grillo - hanno ripetutamente e continuativamente danneggiato l'immagine del MoVimento 5 Stelle".
L'ex candidata oltre a Grillo ha querelato anche Di Battista che in un'intervista al Corriere della Sera sul "caso Genova" aveva detto: "Ci sono persone non in linea con la nostra lotta e che, piuttosto che correre il rischio di ritrovarseli nel gruppo misto qualche settimana dopo, si prende questa decisione".
Ora la parola passa ai giudici. 
 
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