Congresso Pd, Orlando punta il dito contro "populisti" e "divisivi". Chi sono

01 marzo 2017 ore 10:45, Americo Mascarucci
"Penso di essere, fra i tre candidati, quello più in grado di unire le diverse culture e anime del Pd nello spirito originario del progetto. E penso anche di essere quello in grado di rafforzare l'attenzione al sociale del nostro partito, elemento essenziale in una società segnata da profonde diseguaglianze con un rischio reale della tenuta democratica. Sono entrambe condizioni per vincere". Andrea Orlando ha aperto ufficialmente la "campagna elettorale" in vista del congresso del Pd che lo vedrà sfidare oltre al segretario uscente Matteo Renzi, anche il Governatore della Puglia Michele Emiliano. Ma la sfida vera sembra lanciata più in direzione di Renzi, l’ex Premier di cui Orlando è stato Guardasigilli. 
Congresso Pd, Orlando punta il dito contro 'populisti' e 'divisivi'. Chi sono


Il programma 
Il Ministro della Giustizia nell’annunciare la sua discesa in campo aveva già accusato Renzi di aver impedito la serenità nel partito e di aver creato una situazione di perenne conflittualità, addebitandogli in larga parte la responsabilità della scissione bersaniana. Ora con un'intervista a Repubblica rilancia:
"Io mi sono battuto perché questo dolorosissimo strappo non si consumasse. Sbaglia chi se ne va - ha detto - La sinistra riformista non può far vivere le sue ragioni fuori da un grande soggetto pluralista e popolare. Io insistevo sull'esigenza di un percorso programmatico prima del Congresso che consentisse di parlare agli italiani, affrontare i loro problemi. Ha prevalso un'altra linea, quella dell'ennesima conta. Di qui nasce la mia decisione di far vivere una candidatura non divisiva, in grado di parlare delle cose da fare: lotta alla diseguaglianza; costruzione di un'altra Europa; rifondazione del partito".
Il progetto di Orlando sembra ricalcare una piattaforma di Centro-sinistra con il trattino fortemente caratterizzata però da temi cari alla sinistra, la parte dove il Pd dovrà lavorare di più per recuperare consensi.
"Intendo inaugurare - spiega ancora - un metodo che seguirò per tutta la campagna: il confronto e l'ascolto. Su reddito e cittadinanza sto mettendo a punto una proposta che guarda con attenzione alla piattaforma dell'alleanza contro la povertà. Naturalmente dirò anche come ci si può arrivare, con quali coperture e quali passaggi. Prima di licenziarla, però, devo condividerla. Niente decisioni dall'alto". 

Stoccata ad Emiliano
A sinistra cerca però di sfondare anche Emiliano, rimasto nel Pd dopo aver lanciato la sfida insieme a D'Alema e Bersani.
Per Orlando però neanche lui, come Renzi, avrebbe le carte in regola per unire il partito.
"Ha gli stessi toni dei nostri avversari politici ed è un candidato dai forti accenti populisti. Mi preoccupa che abbia chiamato ai gazebo chiunque sia contro Renzi". 
Insomma la sfida è aperta. E siamo solo all'inizio.
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