Primarie scontate per Renzi e lui gioca a fare l'anti-europeista

10 aprile 2017 ore 11:20, Americo Mascarucci
Far perdere Matteo Renzi alle primarie del Pd? Difficile certo, ma non impossibile. Pare che nelle ultime ore si sarebbe creata una forte mobilitazione sul web da parte di numerosi gruppi anti-renziani con l'obiettivo di mobilitare il maggior numero di persone possibili a recarsi ai gazebo del Pd il prossimo 30 aprile e votare, o per Andrea Orlando o per Michele Emiliano. L'obiettivo sarebbe quello di impedire a Renzi di raggiungere il 50% dei consensi e quindi non ottenere il quorum necessario per vincere al primo turno. Se infatti nessuno dei candidati dovesse raggiungere quota 50% si dovrà andare ad un ballottaggio fra i primi due più votati, ma all'interno dell'assemblea nazionale dove voterebbero soltanto i delegati. A quel punto i delegati di Emiliano potrebbero dirottare i propri voti su Orlando e quindi scongiurare la quasi scontata vittoria dell'ex premier.
Primarie scontate per Renzi e lui gioca a fare l'anti-europeista
Fantapolitica? Probabilmente sì, ma se le regole del Pd sono queste è chiaro che gli avversari dell'ex segretario potrebbero giocare ogni carta utile pur di ribaltare il tavolo. Ma appare poco probabile che Renzi, dopo aver fatto il pieno di voti nei circoli possa subire una battuta d'arresto proprio alle primarie. Ma in politica mai dire mai anche se c'è chi come Massimo Cacciari ad Intelligonews ha detto chiaro e tondo che non esiste partita: Renzi vincerà a mani basse perché i suoi avversari sono privi di spessore politico.

RENZI GIA' VINCITORE
Intanto Renzi prosegue per la sua strada e ieri durante la Convenzione nazionale del Pd dove si è chiusa la prima fase del congresso con la ratifica dei voti dei circoli è sembrato parlare già da vincitore mandando un messaggio chiaro agli avversari: "Gli sconfitti - ha detto - non dovranno passare i prossimi quattro anni a bombardare il quartiere generale". Come dire: Orlando ed Emiliano si adeguino alla volontà della maggioranza e non diventino i Bersani o i D'Alema di turno. Renzi dunque mette già le mani avanti? Già sogna da segretario del Pd e teme di ritrovarsi anche stavolta con una minoranza interna pronta a fare le barricate contro di lui?
 Poi aggiunge: "Il nostro popolo è avanti a noi e non ne può più di chi ha sempre da ridire. Qualcuno ha detto che il nostro popolo non ci segue più. Sono d'accordo: il nostro popolo non ci segue ma ci precede, ci aspetta nei luoghi dove l'unità non è solo proclamata".

L'AFFONDO AI 5STELLE
Non solo, Renzi è talmente sicuro di vincere che già discute di dialogo con gli avversari. Non quelli interni ma gli altri, ad iniziare dal Movimento 5Stelle. Già nei giorni scorsi aveva mostrato apprezzamento per Davide Casaleggio incoronandolo leader dei grillini. Dopo l'evento di Ivrea conferma: "Il M5S ha scelto un leader, Davide Casaleggio. Magari si può discutere". Peccato che il diretto interessato abbia già rispedito l'invito al mittente. "Il Pd non ha nessuna timidezza o disagio nei confronti del Movimento. Ieri i 5 Stelle a Ivrea hanno lanciato un'Opa sul futuro dell'Italia' ma il futuro lo rivendichiamo da questa parte del campo: la sfida l'accettiamo a viso aperto, non ci fanno paura".

RENZI ANTIEUROPEISTA
Un Renzi dunque quello andato in scena all'Ergife che sembra dare tutto per scontato nonostante gli avversari, Orlando su tutti, abbiano fatto di tutto per mettere in cattiva luce la sua gestione del partito. Un Renzi talmente sicuro di sé da minacciare anche l'Europa. "Democrazia contro burocrazia. Se vincerò la segreteria, il Pd proporrà di mettere il veto all'inserimento del fiscal compact nei trattati istitutivi dell'Ue". Un pò di anti-europeismo del resto ci sta sempre bene soprattutto per un leader che ha ben compreso come in questo momento appiattirsi sull'Europa possa rivelarsi controproducente. E se uscire dall'euro o proporre soluzioni alla Brexit è impossibile, mettere i bastoni fra le ruote a Markel e company può tornare sempre utile a spuntare un po' di armi alla propaganda dei 5Stelle e della Lega.  La vittoria scontata alla segreteria del resto in linea di massima dovrebbe comportare anche la premiership alle prossime elezioni politiche. Dove l'ex Premier punta ad una forte investitura elettorale. Quella che per intenderci gli era mancata la volta scorsa. 

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