Piano Padoan, Mps nelle mani di Draghi? Pronto salvataggio pubblico

10 dicembre 2016 ore 15:50, Luca Lippi
Sarà la Bce a decidere il destino di Monte Paschi di Siena? Compatibilmente con le competenze, dopo che tutti gli altri Paesi dell’area Ue hanno provveduto a salvare i bilanci delle proprie banche (anche con i soldi dell’Italia), ora è arrivato il momento di rendere giustizia, e riservare un trattamento/risarcimento anche per le banche del nostro Paese che hanno dovuto affrontare la crisi con le proprie forze. Rimanendo ‘incastrate’ nella norma del bail-in, non essendosi preoccupate per tempo a risanare i bilanci attraverso gli aiuti di stato come, appunto, accaduto per le altre realtà finanziarie dell’Europa del Nord, ora la Bce deciderà come si potrà procedere per ‘proteggere’ il futuro dei risparmiatori (non speculatori) di Mps.
Eccoci dunque alla fase decisiva, forse; si attendeva la decisione della Banca Centrale Europea sulla proroga chiesta dalla banca senese e si stanno facendo i conti per un eventuale salvataggio pubblico. ma La Bce avrebbe deciso per il 'No' ma non ci sono conferme.
La Bce avrebbe detto 'No'
La Bce non concede i tempi supplementari al salvataggio del Monte dei Paschi. Questa è l'indicazione, seppur non ufficiale, arrivata ieri dall'Eurotower che ha fatto salire la tensione l'ungo l'asse Roma-Siena-Francoforte (così ne riporta la cronaca ilGiornale).
Alle 12.07, dall'agenzia Reuters arriva la bomba: Francoforte non è disposta a dare più tempo al Monte. Qualche minuto dopo, la stessa agenzia rettifica: “Si prega di ignorare flash su Mps andato in rete per errore”. Salvo poi riconfermare la notizia appena smentita: la Bce non concede la proroga. Nessun comunicato ufficiale, per l'intera giornata il niet del consiglio di Vigilanza si baserà sempre su 'fonti' non ben identificate. 
Questa la cronaca di ieri basata su una girandola di indiscrezioni andata avanti fino a sera. Fin quando non si è concluso il board del Monte riunito a Milano dopo pranzo: “Il cda non ha ricevuto alcuna comunicazione da parte della Bce”, si legge nella nota diffusa intorno alle 21. Dove si aggiunge che “la banca prosegue tutte le attività propedeutiche al completamento della predetta operazione” e che il “Consiglio è stato aggiornato a domenica (domani, ndr) pomeriggio” (questo quanto si legge da ilGiornale).
Cosa succede ora?
Nell'icertezza c'è il piano alternativo, tuttavia rimane l'irritualità della girandola di informazioni fra conferme e smentite, a Borse aperte.
In ogni caso, rimane certo che il costo potrebbe essere assai superiore ai 5 milardi di aumento privato, sia dal punto di vista economico che da quello politico. 
Il Corriere prova a immaginare i principali passi di un'operazione pubblica: si vara un decreto-legge per consentire la conversione forzata dei bond subordinati; scatta la conversione in capitale per 4,3 miliardi di emissioni; gli obbligazionisti diventano azionisti sulla base di rapporti di concambio e prezzi diversi a seconda del rischio dei vari titoli; il Tesoro sottoscrive un aumento precauzionale per la quota mancante. 
Poi si tratterà di tutelare i risparmiatori. Il Tesoro potrebbe comprare i bond prima della conversione (o acquisire le azioni successivamente, fatto salvo forse il rimborso per chi ha comprato fuori dal suo profilo di rischio).

Piano Padoan, Mps nelle mani di Draghi? Pronto salvataggio pubblico

Dopo il referendum chi non si occupa professionalmente di Finanza ha temuto un crollo del comparto trainato da Mps appunto, tuttavia sulla scia delle ultime novità che hanno dato per certo un aiuto europeo, le azioni Mps sono tornate a rialzarsi. 
Quali sono le ultime novità sulla banca e sulle decisioni Bce?
A determinare il rialzo del titolo, sono state le ultime novità, o meglio le ultime indiscrezioni che hanno dato per prossimo un intervento europeo su tutto il comparto bancario. 
Le notizie, che rimangono comunque solo delle voci, suppongono Padoan pronto a chiedere alla Ue un prestito di 15 miliardi tramite il Fondo Salva Stati. Sia dal Tesoro che dall’Europa, tuttavia, sarebbero già arrivate diverse smentite.
Al rialzo delle azioni Mps ha poi contribuito anche il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, il quale ha affermato di non temere una crisi bancaria nonostante le dimissioni di Renzi e la conseguente crisi di governo.
Sul fronte novità, oltre alle decisioni Bce, pare che l’operazione di ricapitalizzazione dell’istituto dovrà incontrare più ostacoli del previsto. 
Anche il Financial Times prefigura visioni allarmanti, ma quello che conta concretamente sarà la decisione di Mario Draghi che più di ogni altro ha nelle mani il timone della situazione, tuttavia non è chiaro cosa abbia deciso ieri.
La decisione BCE di ieri avrebbe dovuto aprire 'ufficialmente' le porte alla nazionalizzazione dell’istituto, un piano di salvataggio pubblico potrebbe richiedere più dei 5 miliardi di euro inizialmente previsti per l’operazione di aumento “privato”. 
Le indiscrezioni trapelate nella tarda serata di giovedì, tuttavia, hanno già data per certa l’autorizzazione europea allo slittamento del piano fino al 20 gennaio prossimo (ma da quanto si legge da ilGiornale pare non sia così). 
La  proroga (avrebbe permesso) permetterebbe a Mps tutte le operazioni di aumento di capitale privato. Quella che ormai viene definita come “l’opzione A” continua a reggere, ma senza una favorevole (soprattutto chiara e ufficiale) decisione da parte della Bce per le azioni Mps si aprirebbe probabilmente la strada dell’intervento pubblico, la cosiddetta “opzione B”. 
Tra le mille ipotesi sul futuro della banca, oltre a quella del bail-in, è spuntata quella del burden sharing. 
Secondo quanto riportato da diversi quotidiani, dopo il referendum il ministero del Tesoro potrebbe procedere tramite un burden sharing che ridurrebbe il valore delle azioni Mps e permetterebbe così la conversione dei bond ad un tasso deciso poi dal governo. 
Dall’operazione, secondo le ultime notizie, rimarrebbero comunque escluse le obbligazioni senior. Secondo Banca Imi il burden sharing potrebbe essere la via migliore per Mps. Il Mef sarà in grado di comprare bond subordinati dagli investitori retail e li convertirà poi in azioni Mps.
In sostanza il piano del governo sarebbe quello di aumentare la sua partecipazione in Mps tramite gli obbligazionisti subordinati retail. Un provvedimento, questo, che sarebbe ancora in fase di studio da parte del Mef.
Nel dettaglio si starebbe studiando l’acquisto di bond subordinati per un valore di 2 miliardi, anche se diverse indiscrezioni hanno parlato di cifre nettamente superiori. Una volta acquistati, il Tesoro li convertirebbe in azioni Mps e prenderebbe così il controllo della banca. L’obiettivo sarebbe sempre quello di attrarre altri soci privati.
Lo stato dell’arte
Secondo i risultati dell’operazione di conversione di bond in azioni Mps, le adesioni hanno superato la soglia del miliardo di euro - si ricordi che Generali aveva già confermato la sua partecipazione con 420 miliardi di euro.
-Adesioni complessive Offerta Pubblica di Acquisto volontaria: Euro 229.672.000
-Adesioni complessive Offerta Istituzionale Lme: Euro 793.169.000
Cosè l’aumento di capitale Lme?
È il re-investimento del corrispettivo dell’acquisto degli strumenti finanziari oggetto delle operazioni di Liability Management annunciato, mediante emissione di azioni ordinarie prive del valore nominale, con godimento regolare, nel numero massimo che verrà fissato in funzione del rapporto tra il corrispettivo per l’acquisto previsto per ciascuna specifica categoria di strumenti finanziari oggetto di Lme e il prezzo di sottoscrizione delle azioni di nuova emissione.
Sono questi i dati riportati dal già citato comunicato di Mps. Sulla base di tali risultati, si legge nel comunicato della banca, l’aumento di capitale Lme sarà pari a massimi 1.028.911.233 euro (incluso la parte di aumento di capitale Lme al servizio delle adesioni dell’Offerta Istituzionale Lme). 
Dato che dalla conversione in azioni Mps è stato ottenuto poco più di un miliardo, ne serviranno ancora 4 per poter garantire l’effettiva riuscita dell’operazione di aumento di capitale.
Da segnalare che la rutilante sequenza di informazioni su Bce e Mps hanno scosso poco la Borsa, forse il segnale che tutto è il contrario di tutto?
Seguiamo per gli aggiornamenti.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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