Renzi deluso "chiama" Pisapia, lui risponde dettando condizioni al Pd

10 giugno 2017 ore 12:30, Americo Mascarucci
Il segretario del Pd Matteo Renzi dopo il fallimento delle trattative sulla legge elettorale con la rottura dell'accordo con il Movimento 5Stelle sul modello tedesco, vede svanire la possibilità di elezioni anticipate e sembra ormai guardare verso la fine naturale della legislatura, ossia al febbraio 2018. Ma nel contempo sembra pure cambiare strategia, puntando alla ricostituzione di un'area di centrosinistra che possa consentire al Pd e agli alleati di superare il 40%. E in quest'ottica sembra aprire in direzione dell'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia animatore di quel "campo progressista" che sembra ispirato all'idea dell'Ulivo prodiano. Renzi sa perfettamente di non poter più contare sui centristi di Angelino Alfano dopo il tentativo, per ora andato a vuoto, di approvare in asse con grillini-Forza Italia e Lega il sistema proporzionale con sbarramento al 5% che non a caso i giornali avevano chiamato "sbarramento anti-Alfano".
Quindi guardare a Pisapia diventa quasi obbligatorio per Renzi che dall'altra parte sembra trovare anche orecchi attenti. Pisapia non è infatti contrario all'idea ma pone delle condizioni imprescindibili.
Renzi deluso 'chiama' Pisapia, lui risponde dettando condizioni al Pd

I PALETTI DI PISAPIA - "Matteo Renzi faccia le primarie se davvero vuole la coalizione di centrosinistra, poi vediamo chi le vince" ha risposto l'ex sindaco di Milano lanciando la sfida all'ex Premier. La risposta a Renzi arriva dalla festa di Radio Popolare dove tuttavia Pisapia non chiude le porte alla possibilità di costruire col Pd una nuova proposta di centrosinistra. "Ci può essere una coalizione ampia e unita, che possa governare in futuro - ha risposto - ma ci vuole una discontinuità importante da parte del Pd rispetto a quanto fatto fino ad ora". 
Il messaggio è chiaro: basta inciuci col centrodestra, patti del Nazareno e alleanze con Alfano e company. "Crediamo nel centrosinistra e stiamo lavorando per un polo innovativo e capace di unire tutte le diverse anime anche perché da solo il Pd non è autonomo" ha poi aggiunto Pisapia.
Quello che sembra candidarsi ad essere il collante di tutte le forze alla sinistra del Pd critica le ultime mosse di Renzi e spiega: 
"Dopo mesi in cui ci stiamo impegnando nella costruzione di un nuovo centrosinistra radicalmente innovativo, ampio e aperto, in cui siano rappresentate le tante anime dell'ambientalismo, della sinistra, del civismo, dell'associazionismo, del volontariato laico e cattolico, in discontinuità col passato, leggo di una proposta da parte del segretario del Pd quantomeno insolita. Per di più un'apertura che sarebbe arrivata poche ore dopo il tentativo fallito della segreteria del Pd di far approvare, in accordo con Forza Italia, Lega e Movimento 5 Stelle, una legge elettorale che avrebbe portato all'ingovernabilità o a larghe intese con la destra. Rimango sempre favorevole al dialogo, ma tenendo fermo il punto che qualsiasi alleanza con il centrodestra è contro i nostri valori".

LE CONDIZIONI- Per Pisapia la reale volontà di dialogo il Pd dovrà mostrarla sulle cose concrete. Ed ecco quindi un elenco di provvedimenti da approvare insieme: "Anziché fare accordi con Forza Italia, Cinque stelle e la Lega sulla legge elettorale prendiamoci un impegno: quello di fare un percorso comune per fare approvare leggi come lo ius soli, il reato di tortura, le disuguaglianze, il codice antimafia già approvate da un ramo del Parlamento. Sono cose concrete e prendiamoci l'impegno di fare un discorso comune su queste. Queste sono le priorità per il Parlamento per i prossimi sei mesi e poi si va a elezioni". 
Anche perché il centrosinistra per Pisapia se si farà, non dovrebbe servire soltanto a vincere ma a cambiare davvero il Paese. L'ex sindaco dunque aspetta il Pd al varco. L'alleanza Renzi e company se la dovranno guadagnare.
"Il confronto e il dialogo sono utili - spiega - ma poi serve la capacità di fare le cose. Dopodomani la capogruppo del Senato fissi il calendario dei lavori e vediamo chi ci sta. Servirà anche per il futuro per vedere chi va a sinistra e chi invece va a destra". 


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