Legge elettorale, Renzi al finto bivio con M5S e FI: è strategia democristiana

11 aprile 2017 ore 11:01, intelligo
Anche sulla legge elettorale Renzi come sempre va avanti per la sua strada, nessuno si fida di lui e lui non si fida di nessuno. Ma tutti interloquiscono, per finta. "Sono assolutamente favorevole a togliere i capilista bloccati" ha detto ieri l'ex premier a 'Porta a Porta' offrendo l'ultima strategia sul piatto mediatico di turno, in questo caso a Bruno Vespa. Il democristiano Matteo continua a trattare, a far vedere di saperlo fare anche, o meglio addirittura, con il Movimento 5 Stelle sulla legge elettorale: Italicum anche al Senato, come ha chiesto Grillo, ma senza nominati dai partiti in lista che piace a tutti.

Legge elettorale, Renzi al finto bivio con M5S e FI: è strategia democristiana
RENZI MODERATO
Un colpo al cerchio (Grillo) e una alla botte (Berlusconi) che vuole il proporzionale. Ah l'Italicum, quanto gli manca e quanto è stato abbandonato per "necessità di governabilità", un valore ormai ripetuto da molti. Adesso l'ex premier è "costretto" ad apparire moderato, proprio come diceva il suo predecessore che addirittura voleva riunirli in un'unica "casa". Impresa mai riuscita perfettamente, come insegna la storia recente della politica italiana. Una cosa è certa: il premier è costretto come mai prima d'ora a mediare. Non un leader solo al comando, neanche più la figura del rottamatore. Messa nel cassetto. Lui ora deve sembrare semplicemente, in una parola, affidabile. 

RENZI MEDIA
Perché Renzi ha proposto di togliere i capilista? Semplice, per strizzare l'occhio al Movimento Cinque Stelle. Il problema è però vecchio almeno quanto lui: i grillini non vogliono scendere ad accordi con l'ex sindaco di Firenze. L'Italicum non andava bene per i capilista, dunque "se li tolgo - avrà forse pensato Renzi - troverò il sì di Di Maio e compagni". Un'ipotesi possibile, ma ancora remota. Vi immaginate Grillo che dà l'ok a una simile operazione? Significherebbe perdere immediatamente parte dell'elettorato duro e puro a cinque stelle. Questo Renzi lo sa, dunque non gli è difficile immaginare che il proporzionale resta, all'orizzonte, come la pista ancora maggiormente percorribile. 

Legge elettorale, Renzi al finto bivio con M5S e FI: è strategia democristiana
IL CASO TORRISI
Salvatore Torrisi di Alternativa Popolare è stato eletto la scorsa settimana presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, con 16 voti,  a scrutinio segreto. Torrisi ha preso il posto di Anna Finocchiaro, attuale ministro dei Rapporti con il Parlamento. Il capogruppo del Pd e candidato ufficiale dei dem Giorgio Pagliari si è fermato a 11 voti su 17 potenziali senatori schierati, a dispetto di un accordo all’interno della maggioranza. Immediato lo scambio di accuse tra le forze politiche alla ricerca del responsabile del “tradimento” (ricordiamo che il voto è avvenuto a scrutinio segreto). Ma cosa c'entra tutto questo con la legge elettorale?

VERSO IL PROPORZIONALE
Il Presidente della Commissione Affari Costituzionale è decisivo per la questione della nuova legge elettorale, ciò potrebbe significare che il Mattarellum potrebbe essere stato abbandonato a favore del proporzionale (esiste infatti un’analisi che vorrebbe Pd e Forza Italia uniti nella strategia di approvazione del Mattarellum contro un ben più consistente asse fatto di M5S e piccoli partiti in battaglia per un altro sistema elettorale e che al momento avrebbe vinto). Se così fosse la proposta dei capilista da modificare, dunque non più bloccati, potrebbe essere considerata una strategia al contrario...

#renzi #leggelettorale #m5s

autore / intelligo
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