Cosa ha detto Mattarella a Putin nella visita ufficiale in Russia

11 aprile 2017 ore 15:40, Andrea De Angelis
Il presidente Mattarella è in visita ufficiale in Russia. Sul tavolo numerosi temi di politica internazione: dalla Siria alla Libia, fino ai rapporti tra la Russia e l'Unione europea. Su questi temi si sviluppano le conversazioni che Mattarella ha oggi a Mosca dove si trova per una visita ufficiale. Il presidente della Repubblica, giunto ieri nella capitale, ha prima incontrato il premier Dmitrij Medvedev e poi il presidente Vladimir Putin. Inutile dire che gli occhi della stampa internazionale sono tutti puntati sulla Siria, senza dimenticare che in Italia tra un mese e mezzo ci sarà l'atteso G7 di Taormina dove, come noto, la Russia non è invitata. Andiamo dunque a leggere il discorso integrale pronunciato da Sergio Mattarella.

Cosa ha detto Mattarella a Putin nella visita ufficiale in Russia
ITALIA E RUSSIA
"Ringrazio il Presidente Putin per le sue parole nei confronti dell'Italia e per l'accoglienza ricevuta, insieme alla delegazione che mi accompagna, in occasione di questa visita.
Una visita che ci consente e ci ha permesso di dialogare sui principali temi dell'agenda bilaterale, in molteplici settori, e sulle questioni più rilevanti e urgenti dell'attualità internazionale.
Ho tenuto a rinnovare al popolo russo, per il tramite del Presidente Putin, le più sentite condoglianze dell'Italia per l'attentato che ha colpito civili inermi nella metropolitana di San Pietroburgo. Quanto accaduto rafforza ulteriormente la convinzione dell'assoluta necessità di una sempre più ampia, stretta e determinata collaborazione di tutti i Paesi e tra Russia e Italia per prevenire l'emergere del radicalismo e combattere la barbarie del terrorismo.
Registriamo con soddisfazione un dialogo bilaterale positivo e produttivo, in tutti i settori. Sono rapporti basati sulla fiducia e sul rispetto reciproci.
Lo testimoniano la frequenza dei contatti politici, la profondità delle relazioni economiche ed energetiche - che ci auguriamo possano divenire sempre più ampie e diversificate, sulla base di interessi convergenti e della complementarietà delle nostre economie - e lo dimostrano anche la tradizionale vivacità dei rapporti culturali e i partenariati innovativi, ad esempio nell'ambito del contrasto alla criminalità e nel comparto spaziale e scientifico-tecnologico. A quest'ultimo proposito registriamo con particolare favore il rinnovo - durante questa visita - dell'accordo per la ricerca nel campo delle scienze fondamentali tra l'Istituto nazionale di Fisica Nucleare italiano e il Centro Congiunto per la Ricerca Nucleare di Dubna.
La cultura lega storicamente russi e italiani, tradizionalmente e particolarmente i giovani. Quello sui giovani - sulla loro mobilità, sulla loro capacità e possibilità di esprimersi, sulla loro creatività - è un investimento di assoluta rilevanza per ogni Paese ed è suscettibile di esercitare effetti positivi. E si basa essenzialmente sulla comune sensibilità culturale, quella sensibilità - e ne sono grato ancora - che ha indotto la Russia a restaurare il monumento de l'Aquila.

LO SCENARIO INTERNAZIONALE
Abbiamo naturalmente passato in rassegna i principali scenari di crisi.
Il moltiplicarsi, sul piano internazionale, di focolai di tensione e di conflitto e la preoccupante tendenza alla polarizzazione delle posizioni negoziali alla quale assistiamo deve indurci a riflettere intensamente sulla necessità di moltiplicare atteggiamenti e scelte responsabili e di consolidare iniziative di dialogo.
Per quanto riguarda la Libia, l'Italia è convinta che non esista una soluzione militare alla crisi e che l'Accordo di Skhirat e la conseguente, unanime risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU costituiscano la cornice legittima per una soluzione politica. Contiamo sull'atteggiamento costruttivo da parte di Mosca e sulla piena comprensione della grande importanza che per l'Italia riveste la stabilizzazione della Libia stessa e di tutto il Mediterraneo.
Riguardo alla Siria, i drammatici fatti della settimana scorsa dimostrano l'urgente esigenza di trovare soluzioni condivise alla crisi, soluzioni che devono scaturire da un dialogo a molteplici livelli: tra parti siriane oggi contrapposte, tra attori regionali e nell'ambito della comunità internazionale nel suo complesso.
Si deve lavorare per una soluzione politica sostenibile, sotto l'egida dell'ONU e nel percorso tracciato dai negoziati di Ginevra. Lo si deve alle centinaia di migliaia di vittime e feriti causati da una violenza insensata, lo deve ai milioni di profughi e sfollati.
L'uso di armi chimiche - o comunque bandite dalla Convenzione di Ginevra - è inaccettabile. Auspichiamo che Mosca - come tutti - possa esercitare tutta la sua influenza per evitare che attacchi simili possano ripetersi e riteniamo fondamentale il principio dell'accertamento delle responsabilità delle violazioni più gravi e del loro perseguimento.
Ci auguriamo che quanto avvenuto solleciti con immediatezza tutti gli attori della crisi, particolarmente i più autorevoli, a mettere in campo sforzi comuni per superare l'attuale, intollerabile, situazione.
L'Italia è pronta a fare la sua parte, sia nel quadro dell'importante sforzo portato avanti dall'Unione Europea - di cui la conferenza di Bruxelles rappresenta uno sviluppo incoraggiante - sia in seno al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
Abbiamo naturalmente affrontato anche la situazione in Ucraina. L'Italia è molto preoccupata per l'assenza di sviluppi significativi sul terreno e di evoluzioni positive sul piano politico. Riteniamo che nessuno, non la Russia, non l'Europa, né l'Ucraina trarrebbero beneficio da una situazione di prolungata instabilità al cuore del continente.
Pertanto, e nell'apprezzare il rilevantissimo e prezioso ruolo dell'OSCE sul terreno, rinnoviamo la nostra fiducia nei confronti degli sforzi negoziali del Formato Normandia, in base agli Accordi di Minsk, e auspichiamo che la Russia eserciti tutta la propria influenza per il consolidamento del cessate-il-fuoco, per una rapida de-escalation e per la stabilizzazione del Paese, richiesta che rivolgiamo a tutti gli attori di quel teatro di crisi.
Ringrazio molto il Presidente Putin per l'accoglienza, per l'amicizia dimostrata in questa visita e gli esprimo molti auguri".

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