Governo, stop al precariato a scuola: 52mila nuove assunzioni in estate

11 maggio 2017 ore 7:32, Eleonora Baldo

Dopo settimane di incontri e di lunghi braccio di ferro è arrivati in serata l’annuncio che Ministero dell’Economia e Ministero dell’Istruzione hanno finalmente trovato un compromesso comune in merito al numero di assunzioni che prenderanno il via in estate, favorendo la stabilizzazione occupazionale di oltre 52mila insegnanti.

Non si tratterebbe di nuove assunzioni tout court, come è stato specificato in una nota rilasciata da Palazzo della Minerva, bensi della “trasformazione di di 15.100 posti dell’organico di fatto, assegnati ogni anno a supplenti, in altrettanti posti dell’organico di diritto da coprire con docenti di ruolo con contratti a tempo indeterminato”, a cui si andrebbero ad aggiungere 21mila posti che da settembre rimarranno liberi a causa del pensionamento dei docenti e 16mila ancora vacanti.

Un risultato più che soddisfacente per il Ministero diretto da Valeria Fedeli che puntava alla stipula di 25mila nuovi contratti e ha invece dovuto scontrarsi con la rigida logica dei calcoli del Ministero dell’Economia in base alla quale le assunzioni possibili sarebbero state solo 10mila. 15mila può quindi ritenersi un ottimo risultato volto, dopo anni di disagi e discontinuità didattica, finalmente a garantire gl interessi di studenti, famiglie e insegnanti : “Trasformare ciò che oggi è organico di fatto in organico di diritto significa scegliere di continuare a investire sulla qualità della formazione dei docenti, mettendo al centro gli interessi di studenti, famiglie, insegnanti" ha dichiarato il Ministro Fedeli, ricordando come l’accordo raggiunto con il dicastero di Padoan sia “"frutto dello sforzo comune, insieme con il ministero dell'Economia, nell'effettuare i necessari calcoli a partire da quanto stanziato per questo capitolo nella legge di Bilancio 2017".

Governo, stop al precariato a scuola: 52mila nuove assunzioni in estate

Più legato ad una visione economica di lungo termine il commento rilasciato dal Ministro Padoan che ha definito l’accordo il risultato di  una gestione avveduta e lungimirante delle finanze pubbliche” condizione necessaria “per sostenere il percorso delle riforme e ne rende possibile l'attuazione".

Formalizzato il piano di assunzioni, da anni spina nel fianco di dirigenti d’istituto – costretti ad angoscianti turn-over di docenti ogni anno – di famiglie e studenti privati della continuità didattica necessaria, a turbare i sonni dei docenti, provati da lunghi anni di precariato, potrebbe ora essere la distribuzione delle cattedre stesse: infatti, molti dei posti vacanti, a quanto emerge dalle prime indiscrezioni, sarebbero localizzati al nord, fatto che sembra prefigurare un “esodo”, in questo caso definitivo, di docenti dal meridione al nord Italia. Per sapere come andranno a finire le cose si dovrà attendere l’effettivo avvio del piano di assunzioni che regolarizzerà la posizione lavorativa di oltre 52mila docenti con contratti a tempo indeterminato a decorrere dal prossimo 1 settembre, con un percentuale di nuove assunzioni pari al 60%, 30% di trasferimenti e la percentuale restante (10%) di passaggi di cattedra e di ruolo.

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