Ddl concorrenza convegno alla Camera, parla Mazziotti [VIDEO]

11 maggio 2017 ore 16:44, Andrea Barcariol
E’ fermo da oltre 2 anni in Parlamento, un’eternità soprattutto in politica. Il Ddl concorrenza non riesce proprio a vedere la luce tra polemiche, ritardi e la classica “navetta” tra Camera e Senato. Questo il motivo del convegno che si è tenuto questa mattina a Montecitorio “Fiducia alla concorrenza - Stand up per un’Italia libera e veloce”, promosso dal deputato del gruppo Civici e Innovatori Andrea Mazziotti, presidente della I Commissione Affari Costituzionali.

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Obiettivo: chiedere al governo l’approvazione rapida e definitiva del Ddl concorrenza utilizzando lo strumento della fiducia (il disegno è in discussione in Parlamento dal 20 febbraio 2015, quando è stato approvato dal Consiglio dei Ministri). “E’ un’occasione politica da non sprecare su una legge importante - spiega Benedetto della Vedova, sottosegretario di Stato agli Affari Esteri – ci sono elementi ancora da discutere, ma è giusto che venga chiesta la fiducia. Mi auguro che il governo ascolti”. Sulla stessa lunghezza d’onda Andrea Pezzoli, Direttore Generale della DG Concorrenza dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato: “Ci poteva essere all’interno del Ddl qualcosa in più ma è bene mettere un punto. Questo è l’inizio di un processo, bisogna partire, poi se ne potrà discutere, anche a livello metodologico”. Pezzoli ha anche sottolineato i richiami che arrivano dall’Europa: “Sono più di 2 anni che ci chiedono questa legge e noi rispondiamo sempre “ci siamo”. Spero che a breve ci siano novità concrete”.

Camera e Senato hanno approvato due volte il testo e ora la parola tornerà a Montecitorio (nei due passaggi parlamentari gli articoli sono aumentati dai 32 del testo del Governo ai 74 attuali con più di 200 emendamenti approvati). A mettere in evidenza ritardi e
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criticità, ma soprattutto i lati positivi della legge è stata Linda Linda Lanzillotta, Vice Presidente del Senato, da sempre impegnata nella lotta per le liberalizzazioni: “Ci sono stati confronti accesi, si possono avere alcune riserve e certe parti potevano essere più incisive, ma ci sono passi avanti in una serie di micro-settori, molti di questi tra i più esposti all’innovazione”. Poi il monito: “Bisogna accompagnare le liberalizzazioni con incentivi e sostegni essendo consapevoli che altrimenti si verrà travolti. Un settore dove c’è molta resistenza è quello delle farmacie. La legge va chiusa rapidamente e poi rafforzata e migliorata”. Per fare questo la parola d’ordine è una sola: mettere la fiducia “per compensare i ritardi” spiega il deputato Alberto Bombassei che auspica “un utile confronto con le condizioni poste sulla concorrenza negli altri Paesi”.

Tanti i settori nevralgici toccati dal ddl concorrenza: dalle banche alle Poste, dalle assicurazioni alle Farmacie, dal trasporto pubblico alla forniture di Gas ed Energia, dai notai ai fondi pensione.
Di questo IntelligoNews ha parlato con il deputato Andrea Mazziotti, promotore del convegno.

Perché questa iniziativa?

“Perché la legge sulla concorrenza è ferma da due anni in Parlamento, è passata molto faticosamente in Senato con la fiducia, adesso se passa anche un solo emendamento alla Camera il rischio è che torni in Senato e si inabissi definitivamente. L’obiettivo è quello di andare avanti velocemente e chiuderla mettendo la fiducia per dare anche il messaggio a tutti che l’Italia non è un mercato chiuso dove si tutelano le lobby libero, ma libero mercato e concorrenza sono settori di grande interesse”.

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I ritardi sono colpa solo delle lobby?


“I ritardi sono dovuti al fatto che c’è scarsa sensibilità sul tema della concorrenza tra i partiti politici che spesso sono molto più sensibili a pressioni che arrivano da gruppi di interesse o dalle diverse categorie in gioco. Il libero mercato è un concetto generale e spesso a esserne beneficiati sono soggetti non ancora identificati, è ovvio che si facciano sentire di più le categorie rispetto a futuri concorrenti. Serve quindi chi in politica segnali la necessità di un intervento del genere”.

La concorrenza ha un senso quando il mercato è libero o ci sono gruppi di potere che drogano il mercato?

“La concorrenza deve portare a un libero mercato. C’è sempre una resistenza dovuta al fatto che aprire un mercato può danneggiare chi c’è già e quindi incidere sui posti di lavoro, ma l’evidenza è che se c’è una vera apertura del mercato poi i posti di lavoro arrivano”.

Come ad esempio nel caso di Uber?

“Sì, questo è l'esempio con le polemiche maggiori ma è limitativo ridurre tutto il dibattito sulla concorrenza ai taxi. Sono anni che quando si parla di concorrenza si parla solo di taxi, credo che sia assurdo. Siamo alle solite si tratta di una categoria molto visibile quando protesta e si tende molto a parlare di loro. Io mi interesso di più ad altri settori, come ad esempio quello postale che invece è molto importante. E' stata di poco rinviata la liberalizzazione sulla notifica delle multe e degli atti giudiziari che oggi è monopolio di Poste. Questa sarà un’opportunità per altre aziende per crescere. Ci sono tanti settori a cui bisogna far riferimento”.


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