Comunali 2017, M5S paga "sindrome Raggi": Di Maio sotto accusa

12 giugno 2017 ore 9:59, Americo Mascarucci
I risultati delle amministrative di ieri segnano senza ombra di dubbio una pesante battuto d’arresto per il Movimento 5Stelle che resta fuori da tutti i ballottaggi nelle grandi città. La sfida dunque è fra i candidati del Pd, che si è presentato in coalizioni di centrosinistra e il centrodestra tornato unito in varie parti. I grillini sono a pezzi e il risultato senza dubbio più pesante è quello di Genova, città di Beppe Grillo. Una caporetto cui si aggiunge la beffa di veder andare al ballottaggio a Parma l’odiato (da Grillo e company) Federico Pizzarotti, che dal Movimento è uscito in forte polemica. 
Comunali 2017, M5S paga 'sindrome Raggi': Di Maio sotto accusa
A Genova il fedelissimo di Grillo Luca Pirondini ha perso pesantemente con oltre 20 punti di distacco dagli avversari. L’Italia sembra archiviare con queste elezioni il tripolarismo e riconsegnare i destini delle grandi città alle coalizioni che hanno dominato la politica italiana per circa un ventennio: il centrosinistra da una parte e il centrodestra (l’unione Forza Italia- Lega) dall’altra. La sensazione è che molti elettori grillini abbiano abbandonato il Movimento guardando verso la Lega forse delusi dalle performance di governo pentastellato sul territorio, ad iniziare dal flop di Virginia Raggi a Roma.

I RISULTATI NELLE CITTA' - Ma andiamo a vedere nei dettagli come è andata nelle città.
A Palermo Leoluca Orlando è sindaco per la sesta volta, grazie alla legge siciliana che consente di evitare il ballottaggio se uno dei candidati riesce già a superare il 40%. 
A Genova, vanno al secondo turno Marco Bucci (Centrodestra) col 38,7 per cento e Gianni Crivello (Centrosinitra) col 33,43. Stesso scenario a Padova dove Massimo Bitonci (centrodestra) con il 40,25% se la vedrà con Sergio Giordani (centrosinistra) al  29,32%. Anche qui è disfatta grillina: il candidato Simone Borile (M5S) si ferma al 5,26%. 
A L’Aquila Americo Di Benedetto del centrosinistra sfiora la vittoria al primo turno ma si ferma al 47% e fra due settimane se la vedrà con il il centrodestra rappresentato da Pierluigi Biondi che ha ottenuto il 35,02 per cento. 
A Catanzaro lotta fra il candidato di centrodestra Sergio Abramo col 38,77 e quello del centrosinistra Vincenzo Antonio Ciconte col 31 per cento. 
A Verona invece la battaglia sarà tutta interna al centrodestra e vedrà contrapposti Federico Sboarina (Fdi-An, Fi, Lega, Pensionati, Indipendenza noi Veneto e liste civiche), che ha preso il 29,3%, e Patrizia Bisinella (Movimento Fare! e liste civiche), arrivata seconda con il 23,6%. Il sindaco uscente, l’ex leghista Flavio Tosi, è riuscito dunque nell’impresa di mandare al ballottaggio la propria candidata tentando di riconquistare il Comune contro l’alleanza di centrodestra e scalzando il centrosinistra, dimostrando quindi di avere larga popolarità anche senza più l’appoggio del Carroccio. Altro vincitore è però anche il Governatore ligure Giovanni Toti grande sponsor dell’alleanza Forza-Italia Lega. Senza dubbio il fatto che il centrodestra sia in campo in ogni città, Genova e La Spezia su tutte (qui in testa c'è Pierluigi Peracchini che se la vedrà fra due settimane con Paolo Manfredini Pd). 
Adesso la resa dei conti si aprirà soprattutto in casa 5Stelle e a finire sotto processo sarà in primo luogo Luigi Di Maio responsabile enti locali già nell'occhio del ciclone per le aperture al Pd sulla legge elettorale. I suoi sogni di leadership finiranno qui?

#amministrative #risultati #M5S

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