Renzi e la verità su Letta: "Fu Speranza a chiedermi di sostituire Enrico"

13 luglio 2017 ore 10:08, Americo Mascarucci
Ma cosa è successo davvero fra Renzi e Letta? Ricordate il famoso tweet "Enrico stai sereno" che Matteo lanciò a pochi giorni dalla defenestrazione di Letta da Palazzo Chigi nel 2014? Ebbene, nel libro-verità Avanti scritto dal segretario del Pd, Renzi racconta anche la verità su quel tweet e sul perché il Pd decise di chiudere l'esperienza dell'esecutivo guidato da Enrico Letta.Esecutivo di larghe intese scaturito a seguito della "non-vittoria" del Pd bersaniano alle politiche del 2013. Per Renzi non fu un complotto ma un'operazione politica alla luce del sole.
Renzi e la verità su Letta: 'Fu Speranza a chiedermi di sostituire Enrico'

COSA HA DETTO RENZI Non fu un complotto come ha sempre pensato Letta che non a caso uscì da Palazzo Chigi con il gelo totale, mostrando al momento dell'avvicindamento una freddezza e una distanza siderale dal suo successore che salutò con una fugace stretta di mano e senza guardarlo negli occhi. 
"Accade semplicemente - racconta Renzi - che il Pd decide di cambiare cavallo, lo fa dopo il voto alle primarie di due milioni di persone alla luce del sole. Nessuno di noi ha ordito complotti segreti, ma si è presa una decisione perché quel governo non si muoveva. Il governo  era bloccato. Non è un caso se nessuno rammenta un solo provvedimento degno di questo nome in un anno di vita di quell'esecutivo, se escludiamo l'aumento dell'Iva dell'ottobre del 2013. E così dopo il successo ai gazebo, Roberto Speranza mi propose di prendere il timone". 
Avete capito bene? Roberto Speranza che poi diventerà fra i più accaniti oppositori di Renzi all'interno del Pd guidando insieme a Bersani e D'Alema la scissione che ha dato vita al movimento Democratici e Progressisti. All'epoca evidentemente Speranza era convinto che Matteo fosse "l'uomo della Provvidenza". Questo almeno ciò che racconta Renzi. che poi aggiunge: "L'idea che si sia trattato di una coltellata alle spalle è una fake news alimentata da un nutrito club di editorialisti monotoni"
Renzi non ci sta a passare per quello che ha pugnalato Letta alle spalle: "Le ricostruzioni mettono in scena un golpe in piena regola, come se Letta fosse stato usurpato da chissà quale investitura democratica o popolare, quando invece la sua designazione nel 2013 non era stata decisa da alcun organismo di partito o voto popolare: l'unica volta in cui Enrico si era candidato alle primarie nel 2007 aveva raccolto la miseria dell'11% di voti. Più o meno la stessa percentuale di Civati qualche anno più tardi".
Poi la stoccata a Letta: "Fare la vittima funziona sempre in un Paese in cui si ha sempre più simpatia per chi non ce la fa che per chi ci prova. Ci sono intere carriere costruite sul vittimismo anziché sul risultato. Peccato che questo accada a spese di uno dei momenti che per definizione devono essere giocati all'insegna del fair play, sempre». 

LA REPLICA  - Enrico Letta si è limitato ad una replica brevissima ma altrettanto tagliente: "Sono in fase zen - ha risposto a chi gli ha chiesto un commento sulle rivelazioni di Renzi nel libro - il silenzio esprime meglio il disgusto e mantiene le distanze da scomposte provocazioni. Gli italiani sanno giudicare".
Il grande gelo dunque continua, e il trascorrere del tempo non sembra proprio aver ridotto le distanze di quella gelida manina. 

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