Lodi, autopsia sul corpo del ladro ucciso dal ristoratore. Caccia ai complici

13 marzo 2017 ore 10:24, Americo Mascarucci
Sarà eseguitaquesta mattina a Pavia, l'autopsia sul giovane rapinatore ucciso dal ristoratore, Mario Cattaneo, dopo un tentativo di furto nel suo locale a Lodi. Ieri l'uomo ha riaperto la trattatoria e sono state tantissime le persone che per solidarietà verso di lui sono andate a fargli visita. Si sono fatti vedere anche i politici ad iniziare dal leader del Carroccio Matteo Salvini. Cattaneo è indagato per omicidio volontario ma gli inquirenti hanno chiarito che si tratta di un atto dovuto e necessario per permettere all'uomo di partecipare con un proprio legale alle indagini. Insomma, nessuno sta colpevolizzando l'uomo anzitempo, e non può nemmeno essere escluso che dalle indagini possa anche risultare quella "legittima difesa" da più parti invocata. 
Però il fatto che il ristoratore sia stato indagato è già motivo di forti polemiche soprattutto da parte di chi, come la Lega, chiede da tempo che la legge escluda ogni tipo di responsabilità a carico di chi, trovandosi un ladro in casa, lo uccide nel momento in cui è dimostrato che il malvivente stava commettendo una rapina.
Lodi, autopsia sul corpo del ladro ucciso dal ristoratore. Caccia ai complici
 

LA TESTIMONIANZA DELL'UOMO
"Sono profondamente dispiaciuto per quello che è accaduto, credevo che i malviventi fossero già in allontanamento. Ho impugnato la mia arma perché mi sentivo più sicuro. Sentivo dei forti rumori di sotto, avevo molta paura, tremavo dall'agitazione". 
Così si è giustificato Cattaneo che si è trovato di fronte l'uomo ucciso e altri tre complici che sarebbero entrati nella sua bottega per rubare sigarette.
L'uomo ha mostrato i lividi sul braccio descrivendoli quali segni della colluttazione con il rapinatore.
"Non sapevo cosa volessero fare. Come si è aperta la porta mi hanno afferrato l'arma per potermi disarmare. Il colpo è partito mentre cadevo quando mi hanno trascinato da un braccio. Non mollavo l'arma - ha spiegato Cattaneo ai microfoni dell'Arena il programma domenicale di Massimo Giletti- perché pensavo che c'era ancora un colpo dentro, se me l'avesse portata via mi avrebbero sparato. Il colpo partito ha raggiunto non il rapinatore che mi teneva per il braccio, ma un altro che stava scappando". 
Gli inquirenti oltre a ricostruire con precisione l’accaduto sono anche alla ricerca dei complici del ladro ucciso al quale per evitare il riconoscimento hanno prelevato i documenti.
Nuovi rilievi sono stati eseguiti a casa di un professionista, che abita a due chilometri da distanza dalla trattoria di Cattaneo e che i ladri li ha avuti in casa qualche minuto prima del colpo alla tabaccheria di Casaletto. Potrebbero essere gli stessi e le impronte lasciate sarebbero molto utili. 
Intanto l'oste e la sua famiglia oltre a doversi difendere dalle accuse temono ora anche possibili ritorsioni da parte dei banditi. 
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