Istat: diminuisce il numero dei pensionati, ma anche la vita media

15 dicembre 2016 ore 12:40, Luca Lippi
Leggiamo il report dell’Istat sulla ‘conta’ dei pensionati in Italia, ed emerge che in Italia ci sono sempre meno pensionati.
Il dettaglio della nota Istat
Nel rapporto “Condizioni di vita dei pensionati”, l’Istat nel 2015 conta 16,2 milioni di pensionati, 80 mila in meno rispetto al 2014, che diventano 600 mila in meno sul 2008. 
Aumenta però il reddito pensionistico lordo, che nel 2015 risulta pari a 17.323 euro, 283 euro in più sull’anno precedente, fa sapere l’Istituto di statistica. 
Le donne sono il 52,8% e ricevono in media importi di circa 6 mila euro inferiori a quelli maschili. I redditi dei nuovi pensionati sono mediamente inferiori a quelli dei cessati (15.197 contro 16.015 euro) e ai redditi dei pensionati sopravviventi (17.411 euro). 
Il cumulo di più trattamenti pensionistici sullo stesso beneficiario è meno frequente tra i pensionati di vecchiaia (cumula più trattamenti il 27,6%), mentre è molto più diffuso tra i pensionati superstiti (67,4%), in grande maggioranza donne (86,9%).  
Nel 2015 i pensionati che risultano occupati sono 442 mila (-14,3% rispetto al 2011), uomini in tre casi su quattro; l’86,4% svolge un lavoro autonomo e il 54,7% ha conseguito al massimo la licenza media, contro il 72,6% del complesso dei pensionati. 

Istat: diminuisce il numero dei pensionati, ma anche la vita media

C’è da dire che il rapporto dell’Istituto è la conseguenza di un altro studio, condotto sempre dall’Istat, che è stato pubblicato nella nota “Rapporto sul Benessere equo e sostenibile”, nel quale emerge che in Italia la vita media è scesa leggermente, fenomeno che non si verificava da decenni nella storia del Paese. 
Nel 2015, rispetto all’anno precedente, la vita media passa da 82,6 a 82,3 anni.
L’incremento della mortalità però non ha avuto conseguenze sulla qualità degli anni da vivere. 
Rimane stabile, a 58,3 anni, la speranza di vita in buona salute alla nascita.
In ogni caso, le cause di questo calo vanno ricondotte a una serie di fattori: oscillazioni demografiche e fattori congiunturali di natura epidemiologica e ambientale che hanno comportato un aumento dei decessi dei più anziani.

autore / Luca Lippi
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