Primarie Lega, Salvini trionfa: Bossi con "Fava" in mano medita scissione

15 maggio 2017 ore 10:20, Americo Mascarucci
Che Matteo Salvini avrebbe vinto le primarie della Lega era quasi scontato, anche se forse nessuno si aspettava un autentico plebiscito, oltre l'82% battendo lo sfidante Gianni Fava assessore regionale lombardo all'agricoltura. Anche perché stavolta a contrastarlo non c'era soltanto il vecchio leader Umberto Bossi ma l'intera "vecchia guardia" compreso il Governatore della Lombardia Roberto Maroni. Insomma, la Lega è di Salvini, senza se e senza ma.
Primarie Lega, Salvini trionfa: Bossi con 'Fava' in mano medita scissione

MINACCIA SCISSIONE - Il fantasma della scissione è sempre più concreto e per la prima volta proprio Bossi fa capire che potrebbe essere molto più vicina e possibile di quanto si possa pensare. "Ci sono migliaia di fuoriusciti ed espulsi dalla Lega che hanno messo assieme un partito abbastanza grande e stanno attorno a Roberto Bernardelli (un ex Serenissimo) - ha detto il Senatur -  io potrei valutare la situazione, perché sono per continuare la battaglia per la liberazione del Nord. E non permetterò che il Nord venga tradito per qualche sedia in più". 
Bossi stavolta fa sul serio? Sembrerebbe di sì anche se Salvini, forte della nuova legittimazione ottenuta sembra non preoccuparsi affatto delle minacce: "Oggi - ha detto - i militanti hanno parlato. Bossi faccia i conti con loro e con la sua coscienza, io non ho tempo da perdere con i nostalgici e i reduci". 
Come dire: se se ne vuole andare non sarà un dramma. 
Bossi intervistato da Il Giornale spiega ancora: "Valuterò la situazione, non lascerò che la richiesta di libertà del Nord finisca nel nulla. Sappiamo che la questione settentrionale alla fine vincerà, è una causa che va servita fino alla fine". Bossi inoltre sembra anche contestare la vulgata comune secondo cui grazie a Salvini, la Lega sarebbe tornata in serie A, incrementando i voti. "Non è vero -attacca ancora l'Umberto - è calata, io pigliavo 4 milioni di voti, ad ogni elezione il minimo era 4 milioni. I suoi sono sondaggi, i voti sono molti meno. Io ho cercato di capire il suo programma, secondo me non ne ha uno". 

MARONI CAUTO: Più cauto il Governatore della Lombardia Maroni che pure negli ultimi giorni era stato molto duro con Salvini accusandolo di aver trasformato  il Carroccio in una succursale del Front National. "Le primarie - ha scritto su Facebook - sono state un utile momento di confronto e di dibattito, ma da domani tutti uniti dietro il segretario. Abbiamo una missione da compiere: organizzare (e vincere) il referendum per l’autonomia del prossimo 22 ottobre". Niente scissione dunque, avanti con Salvini. 
Bossi insomma è sempre più diretto verso Forza Italia e Silvio Berlusconi? Un passo che farà da solo visto che con Maroni l'idillio anti-Salvini di questi giorni sembra essere già un lontano ricordo? Di certo all'ex Cavaliere la vittoria a piene mani di Salvini non può aver fatto piacere, lui che sperava che la sconfitta di Marine Le pen in Francia avrebbe finito per indebolire il suo principale competitor del centrodestra. 

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