Consip, stavolta il "complotto" lo evoca Franceschini: le verità del pm

15 settembre 2017 ore 14:45, Giuseppe Tetto
“Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi”. Sono queste le parole con cui più volte l’ex capitano del Noe dei carabinieri Gianpaolo Scafarto, indagato per falso dalla Procura di Roma nell'ambito dell’indagine sul cosiddetto caso Consip, ha rivolto al procuratore di Modena Lucia Musti, in un colloquio avvenuto nell'ufficio del magistrato. A renderlo noto oggi La Repubblica che ha riportato i colloqui risalenti alla primavera del 2015. Secondo le ricostruzioni, la pm Musti ha riferito queste circostanza al Consiglio superiore della magistratura durante un’audizione del luglio scorso. La frase in questione fu pronunciata all’inizio di settembre 2016, cioè quattro mesi prima del deposito dell’informativa agli uffici giudiziari di Roma e Napoli. 
Consip, stavolta il 'complotto' lo evoca Franceschini: le verità del pm
LA FRASE
In quel caso, come poi si è scoperto, lo stesso Scafarto avrebbe inserito alcune notizie non veritiere, come quella in cui l’affermazione “l’ultima volta che ho incontrato Renzi”. Qui l’ex capitano del Noe intendeva riferirsi a Tiziano, cioè il padre dell’ex premier, attribuendo la frase all'imprenditore Alfredo Romeo, mentre invece era dell’ex parlamentare Italo Bocchino, e riferita al figlio Matteo. Nel corso dell'audizione, la procuratrice Musti viene più volte incalzata dai consiglieri, che chiedono maggiori dettagli. E racconta di aver visto Scafarto e Ultimo particolarmente "spregiudicati" e come "presi da un delirio di onnipotenza". Come fa sapere sempre Repubblica, il contenuto dell'audizione alla quale hanno preso parte non solo i componenti della prima commissione ma anche altri consiglieri del Csm, è rimasto coperto dal più stretto riserbo. Ieri mattina, Palazzo dei Marescialli ha deciso di mandare la documentazione alla Procura di Roma, che indaga nei confronti di Scafarto, di recente promosso maggiore, con le ipotesi di falso e rivelazione del segreto collegate al caso Consip. Immediate le reazioni del mondo politico. 
FRANCESCHINI “La vicenda giudiziaria Scafarto assume ogni giorno dei caratteri di gravità inaudita. Una cosa sono le indagini, con le quali è indispensabile non interferire, un'altra le reazioni politiche”. Così il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: “Stiamo imparando dai giornali che c'è stato un tentativo, con ogni mezzo, di coinvolgere il premier. Una cosa è il dibattito interno o esterno al Pd, una cosa lo scontro tra partiti o gli attacchi a Renzi, ma questo è un fatto di una gravità istituzionale enorme, e azioni e parole di chiarezza e solidarietà dovrebbero arrivare da tutti, avversari compresi”. 
ZANDA Di gravità inaudita parla Luigi Zanda, presidente dei senatori Pd che sottolinea che “è evidente l'obiettivo di colpire il Presidente del Consiglio”: “Se quanto stiamo apprendendo dovesse risultare vero dovremmo concludere che negli anni passati c'è stato in Italia un vero e proprio complotto, che ha visto coinvolti organi dello Stato, volto a rovesciare istituzioni democraticamente indicate dal Parlamento della Repubblica. In altri tempi si sarebbe parlato di eversione, se non di peggio”.
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