Stazione Centrale, Tonelli (SAP): "Hanno aperto le porte alla rivolta"

17 luglio 2017 ore 18:15, Giuseppe Tetto

Un agente della Polizia è stato ferito con un’arma da taglio durante un controllo alla Stazione Centrale di Milano da un 31enne della Guinea, immediatamente arrestato. Secondo quanto si è appreso l'uomo era stato segnalato armato di coltello mentre cercava di salire su un bus turistico. Qualcuno ha chiamato la Polizia e quando sul posto è arrivata una volante lo straniero, che ha precedenti per lesioni e resistenza, ha reagito aggredendo uno dei due agenti, che è stato colpito sul giubbotto antiproiettile. Intelligonews ha sentito subito sulla vicenda Gianni Tonelli, segretario del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia).


Stazione Centrale, Tonelli (SAP): 'Hanno aperto le porte alla rivolta'
La politica parla di Ius Soli intanto oggi a Milano si sarebbe potuto sfiorare la tragedia.

"Che cosa serve di più ancora per dimostra le infauste scelte di chi ci ha governato negli ultimi anni. Se noi dispensiamo in un continente martoriato dalla disperazione dalle guerre e carestia un sentimento come la speranza, è chiaro che poi inneschiamo esodi biblici. Se poi siamo così stupidi che per mere questioni elettorali, accettiamo accordi, come ha ricordato Emma Bonino, per portare tutta questa gente in Italia, apriamo le porte alla rivolta".


Cosa che sta accadendo, senza troppa pubblicità, in altri paesi d’Europa.

"Ci hanno portato da sempre il nord Europa come esempio virtuoso. Poi ci si è accorti delle situazioni drammatiche e pericolose che ci sono in Francia, in Belgio, in Inghilterra e in Svezia. Questi fenomeni non vanno valutati secondo filtri ideologici o sotto pressione di poteri internazionali di lobby e affaristi, vanno invece visti sotto la logica del buon senso. Bastava un comitato di massaie per capire che la situazione non poteva essere gestita alla “boldrini-maniera”. Infatti adesso vediamo tanti pentiti, folgorati sulla via di Damasco".


La polizia ha la giusta assistenza per affrontare il fenomeno?

"Siamo  in una posizione critica perché mancano 45mila uomini. Solo in Sicilia mancano circa 4mila uomini all'esercito anti mafia. Operiamo in un contesto totalmente avverso, non soltanto dal punto di vista materiale, ma sotto il profilo del sistema che invece che sostenerci ci avversa. E il mio collega questa mattina a Milano ha patito il risultato perché non possiamo utilizzare metodi che sono quelli in grado di poterci preservare come le pistole teser, perché altrimenti siamo indicati come dei violenti e torturatori".


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