Rosatellum, sulla legge elettorale chi nasconde il piano B

18 maggio 2017 ore 11:22, Americo Mascarucci
Dal Mattarellum al Rosatellum. E’ tutta questione di nomi. Il Partito Democratico ha mandato definitivamente in soffitta l’Italicum, nonostante l’ormai ex relatore della legge elettorale, il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Andrea Mazziotti avesse predisposto un testo base che prevedeva l’adozione del sistema elettorale “renziano” sia per la Camera che per il Senato con i correttivi inseriti dalla Corte Costituzionale. Il Pd ha bocciato il testo e Mazziotti di conseguenza ha nominato un nuovo relatore, individuato nel deputato Dem Emanuele Fiano. Il sistema elettorale proposto dal Pd ha trovato finora favorevoli Pd, Lega, Autonomie e Ala. Porta il nome del proponente Ettore Rosato anche se sono in molti a ritenere che il vero ispiratore sia il leader di Ala Denis Verdini che non ha mai rotto realmente i ponti con Matteo Renzi continuando ad ispirare le strategie e a tessere la rete delle alleanze.
Rosatellum, sulla legge elettorale chi nasconde il piano B

COME FUNZIONA IL ROSATELLUM - Il Rosatellum altro non è che una versione corretta del Mattarellum con l'innalzamento della quota proporzionale dal 25 al 50%. La proposta ufficiale del Partito democratico prevede l'elezione di 303 deputati eletti in altrettanti collegi uninominali e lo stesso numero di eletti con metodo proporzionale senza meccanismo di scorporo in circa 80 circoscrizioni sub regionali, in listini bloccati di quattro nomi. La proposta non modifica il metodo proporzionale per eleggere i 12 deputati esteri e conferma i collegi uninominali per il Trentino Alto Adige e la Valle d'Aosta. La scheda che avrà l'elettore sarà unica: dovrà barrare il nome del candidato del collegio uninominale e apporre una croce sul simbolo del partito. Il Rosatellum però non permette il voto disgiunto, tra lista e candidato di collegio. 

CHI GIOCA AL PIANO B - Interessanti le alleanze che si sono create sulla nuova legge elettorale ma ancora più interessante è conoscere le mosse di quanti, pur essendosi schierati contro la proposta sono pronti al Piano B.
FORZA ITALIA - Il partito di Berlusconi insiste con la proposta del proporzionale puro ma non tutti sono d'accordo. Ad una linea più morbida rappresentata dal capogruppo al Senato Paolo Romani, si contrappone l'ala oltranzista del collega della Camera Renato Brunetta. Pare che Romani si sia fatto promotore presso Berlusconi del "Mattarellum corretto" ma abbia ottenuto un no secco dal leader. Tuttavia la posizione degli azzurri sembra restare "aperta" anche perché si guarda con grande attenzione al Senato dove i numeri dei favorevoli al Rosatellum è molto, ma molto risicato. Certo è che Berlusconi aspetterà i risultati delle amministrative prima di prendere una posizione definitiva.
MOVIMENTO 5 STELLE - Per i 5Stelle il Rosatellum sarebbe pensato ad arte contro di loro. Un sistema che, a detta dei grillini, non garantirebbe la governabilità ma tornerebbe molto utile per scongiurare la possibilità che il M5S possa avere una maggioranza. Ma Di Maio e company sono certi che, alla fine, non avendo i numeri al Senato, il Pd dovrà necessariamente chiedere il soccorso delle altre forze politiche. E i grillini potrebbero essere pronti ad una risposta positiva per bloccare la riproposizione del Patto del Nazareno e (come avvenne con l'elezione dei giudici costituzionali) quindi scongiurare il soccorso berlusconiano. Insomma un No quello dei pentastellati che sa tanto di tattica. 
ALTERNATIVA POPOLARE - Alfano e company si sono espressi contro il Rosatellum e non potrebbe essere diversamente visto che la soglia di sbarramento al 5% nel proporzionale mettererebe in serio rischio la possibilità per i centristi di rientrare in Parlamento. Alfano sa perfettamente che l'obiettivo di Renzi è alla fine quello di costringerlo al listone unico, ipotesi che però non sarebbe accolta positivamente nel partito dove ci sono ancora tanti sensibili alle sirene berlusconiane. Alla fine anche loro guardano al Senato e ai numeri tentando in extremis di poter rientrare in gioco: basterebbe alla fine abbassare la soglia di sbarramento al 3% e la mediazione sarebbe trovata. Ma tanto gli azzurri che i 5Stelle potrebbero avere tutto l'interesse a che ciò non avvenga. La posizione di Alfano è certamente quella più difficile a meno che il Ministro degli Esteri stavolta, essendo un gioco il suo futuro politico, non decida di mettere sul tavolo la carta della crisi di governo. Che sia proprio ciò a cui punta Renzi? 
VERDINI - Ma il vero piano B lo avrebbe il buon Verdini che al Senato starebbe lavorando per costruire un asse pro-rosatellum. Un piano B che dovrebbe in pratica neutralizzare tutti gli altri. Non a caso i 5Stelle hanno già denunciato "il mercato delle vacche". In fondo i numeri come detto potrebbero essere davvero risicati. Basta poco, che ce vò!!!

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