Berlusconi a Fiuggi è anti-leghista e fa ironia su Di Maio: silenzio su Renzi

18 settembre 2017 ore 10:00, Americo Mascarucci
Un Silvio Berlusconi in grande spolvero quello salito ieri sul palco di Fiuggi ospite alla convention organizzata da Antonio Tajani e molti inevitabilmente ci hanno letto una nuova investitura del presidente del Parlamento europeo a premier del centrodestra. Il leader di Forza Italia è sembrato interessato più al campo interno che a quello avversario. Infatti il convitato di pietra a Fiuggi è sembrato il leader della Lega Nord Matteo Salvini molto di più che il Pd, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e il Governo. Gli strali sono tutti per lui, il leader leghista che continua a voler rivendicare la leadership del centrodestra. Quello scettro però Berlusconi non intende proprio cederlo e lo fa capire a chiare lettere nel momento in cui dichiara: "Forza Italia ha portato dentro il governo forze che erano sempre rimaste escluse e ha sempre avuto il leader che dettava il programma e lo realizzava. Il centrodestra l'abbiamo fatto noi". Della serie: "Caro salvini non c'è trippa per gatti".
Berlusconi a Fiuggi è anti-leghista e fa ironia su Di Maio: silenzio su Renzi

BERLUSCONI IN CAMPO
Una cosa è certa, Berlusconi intende riconquistare a pieno titolo il ruolo di leader indiscusso del centrodestra italiano nonostante l'interdizione da pubblici uffici che gli è stata comminata. "Non so se la Corte di Strasburgo arriverà in tempo con una sentenza - ha detto il leader azzurro che si è rivolto all'Europa per far annullare la sua condanna passata in giudicato per frode fiscale e che lui continua a considerare una sentenza politica - Ma Corte o non Corte vi assicuro che farò la campagna elettorale con la passione che conoscete". 
E questo nessuno, nemmeno i giudici potranno impedirlo. Il primo test decisivo saranno le elezioni regionali in Sicilia dove il centrodestra si presenta unito a sostegno della candidatura di Nello Musumeci. Berlusconi sente di avere già la vittoria in tasca, ancora di più dopo che il candidato del M5S Giancarlo Cancelleri fino a pochi giorni fa favorito rispetto a Musumeci nei sondaggi, ha visto sospesa la sua candidatura da parte del tribunale che ha accolto il ricorso di un escluso dalle regionarie. 
"I sondaggi in Sicilia ci danno saldamente in testa e lo stesso dicono i sondaggi nazionali - annuncia l'ex Cav - Siamo molto fieri di essere rappresentanti in Italia della grande famiglia popolare europea. I suoi valori sono i nostri valori. Mi ci ritrovo sino alle virgole. Solo chi è nel Ppe vincerà le prossime elezioni in Ue. La sinistra è in crisi ovunque e i populisti, termine che non amo perché io rispetto il popolo e per questo li chiamo ribellisti, non hanno vinto mai" E anche qui altra stoccata a Salvini con riferimento alla deriva lepenista del Carroccio. 

L'ATTACCO AI 5S
Ce ne sarà stato anche per gli avversari? Attacchi a Renzi e al Pd non se ne sono sentiti, se non in tono minore mentre è arrivato quello contro il Movimento 5Stelle. Anche questa sembra una strategia chiara dell'ex premier rivolta a far passare il messaggio che la sfida alle prossime politiche non sarà con Renzi ma con Grillo. Che però non sarà in prima linea. 
Al timone dei pentastellati tutti vedono ormai Luigi Di Maio l'unico ad avere per ora annunciato la candidatura a premier. E di lui Berlusconi ha detto: "Il partito ribellista del M5s ha indicato come leader un signore che io considero una bella meteorina della politica che porta agli italiani come bagaglio la nullità assoluta di quello che ha fatto nel tempo. Una grandissima percentuale - attacca - quasi tutti i grillini, non hanno fatto mai nulla nella vita, gli italiani se ne stanno accorgendo. Non si fa campagna elettorale con l'età. Per governare un Paese non si può improvvisare, ci vuole una grande esperienza: 40 anni di esperienza in più rispetto al loro candidato vanno fatti valere". 

TAJANI LEADER
Ma se la sentenza di Strasburgo non dovesse arrivare prima delle elezioni politiche o dovesse deludere Berlusconi, chi guiderebbe il centrodestra? Anche su questo il leader forzista le idee sembrerebbe averle chiare. Il candidato premier preferito sarebbe il padrone di casa di Fiuggi, alias Antonio Tajani. Di fronte alla platea che ha accolto Berlusconi al grido di "c'è un solo presidente", ha risposto: "E' vero, è Tajani". Scusate se è poco.

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