Gli animali restino nei circhi! Librandi contro la Brambilla

19 luglio 2017 ore 18:11, Fabio Torriero
All’edizione estiva de “L’Aria che tira”, su La7, dopo un’ampia discussione relativa ai temi sociali ed economici, il conduttore si è soffermato sulla protesta romana dei lavoratori circensi, la cui scure incombente si chiama disegno di legge 2287-bis (che in questi giorni deve essere votato in Senato), e che molto presto si abbatterà sulle loro famiglie, sui loro posti di lavoro. Il motivo? La legge eliminerà gli animali dai circhi.

Gianfranco Librandi, ospite della trasmissione si è scontrato con Michela Brambilla, sempre più "fondamentalista", sempre più neo-guru degli animalisti (ha fondato un partito - l’ennesimo -  che addirittura si presenterà alle elezioni o si federerà con Fi).
Gli animali restino nei circhi! Librandi contro la Brambilla
Lei, ovviamente sostiene a spada tratta il disegno di legge e auspica un circo disinfettato, neutro, un luogo esclusivo di esercizi acrobatici o di performance ludiche dei clown. In pratica, un “non-circo”, ma politicamente e culturalmente corretto.
Il parlamentare di Civici e Innovatori invece, dopo aver premesso che gli animali devono essere trattati con rispetto (e quindi sarà disposto a discutere la legge), ha dichiarato che ama il circo, intende preservarlo, difendendo i suoi lavoratori e una tradizione millenaria che piace da sempre ai bambini. Apriti cielo: questa affermazione ha scatenato le ire messianiche della Brambilla. E di conseguenza, la scomunica animalista. Mentre Librandi sta incassando il consenso dei circensi. Anzi sulla rete è diventato velocemente il patrono dei circhi.
Librandi ha avuto il merito di aver sollevato il coperchio dell’ipocrisia. 
1) E’ logico che gli animali debbano vivere liberi nel loro habitat e non debbano essere schiavizzati o umiliati per denaro. Però, perché, non si parla mai del rapporto corretto e civile che dovrebbe intercorrere tra l’uomo e l’animale a 360 gradi? La scissione, la separazione ideologica sostenuta dagli animalisti tra l’uomo e l’animale (due mondi distinti), ha portato da una parte a criminalizzare l’uomo, dall’altra a divinizzare e mitizzare gli animali. Il mondo non può essere ripartito tra lager di nazisti anti-animali e, all’opposto, un mega zoo incomunicante con la civiltà;
2) Se elefanti, orsi e cavalli (da trattare naturalmente con rispetto), vanno tolti dai circhi perché “eterodiretti” dai “cattivi” e “spietati” domatori, non si vede perché ad esempio i cani non vadano sottratti pure ai cacciatori (colpevoli di obbligarli a continue passeggiate in campagna), o ai tanti cittadini che li tengono in casa, come mansueti soprammobili o peluche della mai sopita infanzia. Impedendo loro quella libertà che solo senza il guinzaglio possono ottenere. E tra questi, ci sono tanti amici e sodali “liberal” o “radical chic” della Brambilla;
3) Il vero circo Barnum è il politicamente corretto, il buonismo sempre più nazi-buonismo. Oggi chi esprime idee controcorrente è il demonio: guai a criticare i nuovi fondamentalismi, dagli animalisti ai vegani. Se il nuovo pensiero unico si occupa di tutto (e vorrebbe tutelare tutto), da ogni tendenza sessuale, a ogni categoria antropologica, dai poveri ai migranti, dai disoccupati (purché previsti dagli schemi culturali); perché nessuno parla e si occupa dei lavoratori dei circhi? Sono di serie b? E perché nessuno parla di quel legame profondo, intenso, di quella relazione misteriosa e suggestiva che si stabilisce tra il domatore e l’animale? E’ contro-cultura o realtà?
Quanto alla Brambilla, Berlusconi dovrebbe riflettere sui prodotti ed effetti del berlusconismo. L’animalismo e il centro-destra, che c’entrano, a parte un mero calcolo elettorale? 
Una cosa è certa: più si disumanizza la società (la cultura di morte imperante, dalle droghe, all’alcol, all’eutanasia, si pensi al caso del piccolo Charlie), più si umanizzano gli animali. Il rapporto è inversamente proporzionale. 
Non a caso la Brambilla appartiene all’ala laicista di Fi, che considera normali le recenti leggi radicali e laiciste approvate dal Parlamento, o in via di approvazione.
Se domandiamo alla Brambilla se è favorevole all’aborto (la soppressione di un innocente prima di nascere), immaginiamo purtroppo la sua risposta (“è una conquista della donna e un diritto civile”). Però sappiamo in partenza la sua risposta se si uccide un animale. Qualcosa non torna.  

caricamento in corso...
caricamento in corso...