Salvataggio Alitalia, doppia opzione per la vendita: tutte le offerte

02 agosto 2017 ore 10:10, Luca Lippi
Partita la fase due del progetto di vendita di Alitalia, tecnicamente si parla di offerte vincolanti. L’obiettivo dei commissari incaricati del traghettamento verso il definitivo salvataggio della compagnia di bandiera è quello di vendere in blocco. La procedura prevede la creazione del documento e relativa pubblicazione, che sarà il bando relativo alla presentazione delle offerte che dovranno arrivare entro l'inizio di ottobre. Luigi Gubitosi, Enrico laghi e Stefano Paleari hanno definito l’indirizzo del programma dell’amministrazione straordinaria nonché i contenuti del bando di gara tracciandone i termini, le finalità e le modalità di svolgimento.
Salvataggio Alitalia, doppia opzione per la vendita: tutte le offerte
Alitalia, come più volte ribadito, vuole evitare la soluzione spezzatino. Lo confermano le ultime dichiarazioni di uno dei tre commissari dell’ex compagnia di bandiera. L'identikit dell'acquirente ideale è stato tracciato dal commissario Luigi Gubitosi in una intervista a "La Repubblica": "è un partner internazionale forte, che permetta ad Alitalia di sviluppare il suo potenziale". E secondo quanto riportato da "Il Messaggero", sarebbero in tutto quattro le compagnie che, disposte a tenere insieme Alitalia, chiedendo solo di procedere allo scorporo delle attività dell'handling e parte minore dei servizi di terra. I vettori in questione sarebbero le due compagnie low cost Ryanair ed EasyJet, e poi i due big Etihad e Lufthansa.
Se i tempi saranno rispettati, si dovrebbe arrivare ai mesi di ottobre-novembre per avere il nome dell’acquirente e dopo novembre per chiudere l'operazione.
Allo stato dell’arte i soggetti economici interessati all’acquisto sono in totale una trentina, fra questi ci sono le più importanti compagnie aeree internazionali  del calibro di Lufthansa, Delta Airlines, British, Etihad, Easyjet e Ryanair oltre a Compagnie cinesi e Fondi di investimento. Paradossalmente anche l’attuale socio di minoranza, la Etihad ha fatto la sua offerta.
Quello degli Emirati Arabi è un paradosso che esprime tutta l’approssimazione di un mondo che fa affari seguendo una metodologia poco comprensibile (per usare un eufemismo). Non vogliono mettere soldi come soci attraverso una ricapitalizzazione per rilanciare l’Alitalia sulle rotte internazionali e poi concorrono per l’acquisto. 
A parziale giustificazione della curiosa azione di Etihad, probabilmente non sono stati d’accordo sui metodi di gestione adottati sul piano industriale perseguito e vogliono decidere da soli sulle strategie di crescita.
La maggioranza sul capitale della compagnia aerea detenuta dal nostro Governo, la cosiddetta Golden share del 51% non ci ha portato fortuna, passando da un fallimento ad un altro.
Il mercato dei voli aumenta in tutto il mondo, sempre più persone si spostano con mezzi aerei e da noi si fallisce, i costi sono superiori ai ricavi e non risultiamo competitivi alla concorrenza dei diversi vettori europei.
Si pensa di vendere separatamente l’area volo dal resto della logistica, quella parte meno remunerativa come il carico, lo scarico, il controllo tecnico, la pulizia e il rifornimento di un velivolo, assistenza etc.
Probabilmente oggi il nostro Ministero per lo sviluppo economico farà conoscere le due possibili soluzioni sulle quali sono orientati la terna dei commissari, ovvero procedere per una  cessione unitaria dell’azienda o vendita separata della parte aviation (che comprende anche la manutenzione) e della parte handling.
In caso di parità di condizioni, il bando prevede che siano considerate preferibili le offerte sul lotto unico.

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autore / Luca Lippi
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