Oggi al Senato si gioca il futuro delle Ong nell'occhio del ciclone. I fatti

02 maggio 2017 ore 11:05, Andrea De Angelis
Le Ong ancora nell'occhio del ciclone. Al centro la Procura di Catania con Zuccaro, ma anche le dichiarazioni di Di Maio prima e Alfano poi, con il secondo entrato in polemica addirittura con altri ministri (su tutti Orlando) e il primo criticato pesantemente dalla seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Grasso. Le Ong che da protagoniste hanno contribuito nel 2016 a salvare quasi 50mila esseri umani (per la precisione 46.796 tra donne, uomini e bambini) sono dieci, almeno limitandoci ad elencare quelle impegnate nel Mediterraneo centrale. I nomi: Moas, Seawatch, Sos Mediterranee, Sea eye, Medici senza frontiere, Proactiva open arms, Life boat, Jugend rettet, Boat refugee, Save the children. Di queste sono sicuramente due le più conosciute, ovvero Medici senza frontiere e Save the children, ma nelle ultime settimane l'attenzione dei media si è concentrata su tutte queste organizzazioni non governative. 

Oggi al Senato si gioca il futuro delle Ong nell'occhio del ciclone. I fatti
LE AUDIZIONI
Occhi puntati nelle prossime ore su Palazzo Madama. Al Senato infatti la quarta commissione, che aveva aperto un'indagine conoscitiva nei mesi scorsi dopo che Repubblica aveva anticipato l'esistenza di un'inchiesta alla Procura di Catania, proseguirà nell'ultima tornata di audizioni. Stamattina sarà sentito il procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano, competente sugli sbarchi che avvengono nel primo porto italiano per numero di arrivi, quello di Augusta. I commissari gli chiederanno se anche lui è in possesso di elementi analoghi a quelli di Zuccaro. Nel pomeriggio poi i rappresentanti di Medici senza frontiere. Domani proprio Zuccaro è atteso in audizione, prima di lui l'ammiraglio Donato Marzano, comandante della squadra navale. Giovedi mattina infine l'ammiraglio Vincenzo Melone, comandante generale delle Capitanerie di porto che coordinano tutte le attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Chiuderà le audizioni in programma una delegazione di Moas.

MOAS
Si parla di sospetti, di presunte liste. Nessun giudizio, nessuna prova. Semmai è proprio l'assenza di queste ad aver innescato la polemica. "Zuccaro parli ad indagini concluse", ha detto proprio Grasso. Infatti proprio Zuccaro in Parlamento ha, tra l'altro, parlato di Moas: "Fondata nel 2013, ha sede a Malta e dispone di due unità – ha detto Zuccaro al comitato Schengen – La Phoenix che batte bandiera del Belize, la Topaz Responder, che batte bandiera delle isole Marshall. Sono certamente sospetti i Paesi che danno bandiera a questi assetti navali", ha detto Zuccaro in Parlamento. Sospetti derivanti dal fatto, sottolinea Formiche, che i paesi in questione, citando sempre Zuccaro "non sono propriamente in prima fila per la collaborazione con le autorità giudiziarie".

LA REPLICA
Regina Catambrone, fondatrice di Moas, ha risposto in un’intervista sul Corriere dicendo che le operazioni "si sono sempre svolte sotto il coordinamento della Guardia costiera, nel pieno della legalità. Ben vengano le indagini della magistratura perché è giusto che le procure facciano il loro lavoro se c’è qualcosa di sospetto. Noi ci siamo sempre detti pronti a prestare la massima collaborazione e a rispondere a tutte le domande, quando queste arriveranno". Sul fronte dei finanziamenti, Catambrone ha detto che "sul sito ci sono tutti i conti degli anni precedenti pubblicati, con i costi delle varie missioni". "Moas - ha ricordato - è finanziata privatamente".

Oggi al Senato si gioca il futuro delle Ong nell'occhio del ciclone. I fatti
SPINELLI E LE 6 ONG
I sospetti cadrebbero sulla maggior parte delle organizzazioni non governative. Il riferimento è alle dieci già citate, la fonte è la parlamentare Barbara Spinelli. La rivelazione con un articolo scritto dalla stessa sul Fatto Quotidiano, che scrive di aver incontrato Zuccaro il 19 aprile scorso a Catania. Delle dieci Ong che operano nel Mediterraneo con compiti di ricerca e salvataggio dei barconi carichi di migranti, sarebbero dunque sei quelle sospettate. Il condizionale, ovviamente, è d'obbligo. Si tratterebbe, stando a quanto si legge nell'articolo di Spinelli, di 5 tedesche (Sea-watch, Sea-eye, Life boat, Jugend Rettet, Sos Méditerranée) e una spagnola (Proactiva Open Arms).

IL COMITATO SCHENGEN
Continuano intanto le audizioni anche del Comitato Schengen. Domani, 3 maggio 2017, presso Palazzo San Macuto, il comitato presieduto dall’onorevole Laura Ravetto, audirà il Contrammiraglio Nicola Carlone, Capo del III Reparto Piani e Operazioni del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla gestione del fenomeno migratorio nell’area Schengen, con particolare riferimento alle politiche dei Paesi aderenti relative al controllo delle frontiere esterne e dei confini interni.

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