Biotestamento, compromesso "cattolico" su obiezione medici: i punti

20 aprile 2017 ore 10:18, Americo Mascarucci
Alla fine sul biotestamento si finirà con il solito compromesso al ribasso. I fautori della legge hanno ottenuto il riconoscimento per il paziente del diritto di abbandonare le terapie, ma i cattolici della maggioranza hanno ottenuto da parte loro il riconoscimento del diritto all'obiezione di coscienza da parte del medico che potrà rifiutarsi di 'staccare la spina'. Si è creato un asse fra Pd e Movimento 5 Stelle che ha permesso di approvare le modifiche al primo articolo, considerato il perno centrale della proposta di legge che, nelle intenzioni, restituisce al malato la possibilità di disporre secondo le proprie intenzioni del suo fine-vita.
Biotestamento, compromesso 'cattolico' su obiezione medici: i punti

I PUNTI DELLA LEGGE - L'approvazione è avvenuta con 326 sì e 58 no: nessun trattamento sanitario potrà  essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. Ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l'interruzione del trattamento. Nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti sanitari in quanto consistono nella somministrazione su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivi sanitari e quindi possono essere rifiutati o sospesi. Hanno votato contro Forza Italia e Alternativa popolare. Altro punto controverso riguarda le cliniche private, ed in particolare quelle cattoliche, convenzionate con il sistema sanitario nazionale. Queste non potranno chiedere alle Regioni di essere esonerate dall'applicazione delle norme sul biotestamento "non rispondenti alla carta di valori su cui fondano i propri servizi". L'Aula della Camera infatti ha respinto a scrutinio segreto l'emendamento di cui era primo firmatario Gian Luigi Gigli volto ad evitare penalizzazioni nei rapporti che legano quelle strutture al Sistema sanitario nazionale. 
L'asse Pd -M5S si è poi rotto sull'emendamento che riconosce al medico la possibilità di non rispettare la volontà del paziente che voglia interrompere il trattamento.
Nel caso in cui le condizioni fisiche del malato non permettano di esprimere il consenso, verranno utilizzati strumenti informatici di comunicazione, videoregistrazioni o altri dispositivi che consentano di esprimerlo. 

LE REAZIONI - I cattolici della maggioranza hanno espresso apprezzamento per l'approvazione dell'emendamento sul diritto all'obiezione dei medici. "È un correttivo importante - ha detto il capogruppo di Ap, Maurizio Lupi - ma non ancora sufficiente per votare la legge nel suo complesso. Tuttavia salva la dignità del mestiere del medico, ciò per cui ha studiato, ciò per cui ha giurato iniziando la sua professione".
Sull'altro fronte l'Associazione Luca Coscioni, pur contraria alla norma salva-coscienza dei medici, si è comunque detta tranquilla per il fatto che " tale norma è controbilanciata dal nuovo comma 9 dell'articolo 1" secondo cui ogni struttura sanitaria pubblica o privata garantisce con proprie modalità organizzative la piena e corretta attuazione dei princìpi di cui alla presente legge".

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