Allarme del Cro: "Col terremoto è alto il rischio valanghe". Cosa non fare

20 gennaio 2017 ore 12:19, Americo Mascarucci
Il Comando Unità Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri lancia l'allarme valanghe.
Il Cro consiglia quindi di "evitare assolutamente nelle prossime ore e nei prossimi giorni le uscite e la frequentazione di pendii ripidi innevati, a piedi, con gli sci, con le ciaspole o con le motoslitte o con qualsiasi altro mezzo meccanico, che sollecitando l'instabilità del manto nevoso attualmente esistente potrebbero determinare su pendii ripidi distacchi di valanghe di medie e grandi dimensioni su aree frequentate e su eventuali strutture, infrastrutture, strade e piste da sci".
Le abbondanti nevicate delle ultime 24-48 ore, associate al vento forte, insieme a quelle previste nelle prossime 24 ore, stanno determinando in tutte le aree montane dell'Appennino (Marche, Abruzzo, Lazio e Molise), un aumento sempre più significativo del pericolo valanghe attualmente sul grado 'forte' 4 in aumento.
Le scosse di terremoto in corso determinano una ulteriore probabilità di provocare il distacco di valanghe. 
Allarme del Cro: 'Col terremoto è alto il rischio valanghe'. Cosa non fare

Tali avvertenze rimangono valide anche in caso bel tempo, rammentando che i primi tre giorni di sole dopo un periodo di nevicate come quelle che si stanno registrando in questi giorni, sono i più pericolosi per il distacco spontaneo e/op provocato di valanghe. 
I meteorologi del Centro Epson Meteo prevedono nelle prossime ore "graduale miglioramento solo da domani, con una tregua almeno fino a domenica, e alto pericolo valanghe sull'Appennino centrale. 
"Domani sul settore adriatico - spiegano - avremo nubi compatte e ancora alcune residue precipitazioni in graduale attenuazione nella seconda parte delle giornata. Residue nevicate all'interno dell'Abruzzo e del Molise al mattino, in generale attenuazione durante il pomeriggio. Da venerdì e almeno fino a domenica le zone martoriate dal sisma vivranno una tregua dalle precipitazioni". 
Il pericolo valanghe, precisano i meteorologi, rimane elevato sull'Appennino centrale e, su quello abruzzese, da marcato a forte: la copiosa neve caduta non è coesa ed è instabile su tutti i pendii ripidi.
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