Niente fiducia allo ius soli da Berlusconi. Mezzo sì da Alfano

20 giugno 2017 ore 13:43, intelligo
Silvio Berlusconi dice no allo ius soli e annuncia che Forza Italia voterà contro il provvedimento all’esame del Senato. Angelino Alfano, invece, garantisce il sì di Alternativa popolare, anche se il movimento da lui fondato cercherà di introdurre “correttivi” nel testo. "Noi – ha dichiarato Berlusconi
Niente fiducia allo ius soli da Berlusconi. Mezzo sì da Alfano
 in un’intervista rilasciata al TG5 - non siamo contro l'integrazione anzi, da liberale e da cristiano, la considero un valore assolutamente positivo. Ma è giusto integrare chi si sente davvero italiano: chi ama l'Italia e il nostro modo di vivere, chi adotta uno stile di vita che sia compatibile con il nostro. Non può essere un riconoscimento automatico, bisogna meritarselo. Non basta certo esser nati qui o aver frequentato una scuola perché si realizzino queste condizioni". Il Cavaliere aggiunge che "la superficialità e i buoni sentimenti in argomenti come questi non possono essere accettati. In Inghilterra e in Francia, si applica lo ius soli, ebbene lì ci dicono addirittura che molti attentati sono stati messi a segno da estremisti che sono figli di immigrati, che sulla carta sono cittadini inglesi e francesi. Prima di parlare di Ius soli in Italia occorrerebbe gestire con ordine il fenomeno migratorio che ci sta travolgendo, soprattutto in questi ultimi quattro anni".

LA POSIZIONE DI ALFANO - Sul versante della maggioranza di governo, invece, il ministro degli Esteri Alfano garantisce il sì – seppure non entusiasta – di Ap. "Il tema dello ius soli – ha spiegato Alfano - risponde a una domanda esistente. Io sono a favore di uno ius culturae. Anni fa ho detto che l’Italia non può diventare una immensa sala parto e io lavoro perché questo non succeda. Da questo punto di vista abbiamo fatto un buon lavoro. Se questo provvedimento arriverà all’esame finale del Senato chiederò al mio partito che si voti per il Sì, proponendo comunque dei correttivi, come abbiamo già fatto alla Camera". L’esponente del governo ha aggiunto una nota critica: "Proponendo di affrontare questa questione all’inizio dell’estate e con la ripresa degli sbarchi è stato il modo perfetto per non permettere che si affrontasse con la dovuta serenità. Ciascuna buona volontà deve confrontarsi con le questioni di opportunità, della realtà. Una volta che i migranti sono in mare li salvo. Ma al tempo stesso lavoro perché non debbano più partire". Per Alfano, comunque, "lo ius soli non può trasformare l'Italia in un'immensa sala parto".

BATTAGLIA A COLPI DI FIDUCIA - Il percorso verso il sì finale al provvedimento non è privo di ostacoli per la maggioranza, dopo che Beppe Grillo è uscito allo scoperto annunciando che il Movimento 5 Stelle non sosterrà il provvedimento. I pentastellati dovrebbero astenersi come hanno fatto finora al Senato – una scelta che a Palazzo Madama equivale a votare contro. Non a caso dal fronte Pd è spuntata l’idea di ricorrere alla fiducia per blindare il provvedimento (che verrà comunque votato dopo i ballottaggi delle Comunali, in programma domenica,). L’ipotesi fiducia, avanzata dal capogruppo Pd Luigi Zanda, andrebbe in realtà declinata al plurale, come da esperto conoscitore dei meccanismi del Senato ha fatto notare il leghista Roberto Calderoli: “O fanno un maxiemendamento che poi per forza deve tornare alla Camera, o devono mettere quattro fiducie. È già dura che la maggioranza ottenga una fiducia in Senato, figuriamoci quattro…”. Calderoli ha azzardato una scommessa: “Il governo cade sullo ius soli”. Di certo i leghisti daranno battaglia, come hanno già fatto nel giorno in cui il disegno di legge è stato incardinato: una battaglia culminata nel ferimento del viceministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.

#iussoli #Berlusconi #Alfano

autore / intelligo
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