Catalogna, indipendentisti boicottano banche che hanno spostato la sede

20 ottobre 2017 ore 12:27, Americo Mascarucci
Adesso la guerra in Catalogna si sposta sulle banche. I secessionisti hanno infatti attuao una vera e propria rappreseglia nei confronti degli isyituti bancari che hamnno minacciato di lasciare Barcellona nel caso in cui venisse proclamata l'indipendenza. Ottocento imprese hanno lasciato la Catalogna in soli 20 giorni da quando è stata proclamata la vittoria degli indipendentisti nel referendum del primo ottobre, al quale però ha partecipato soltanto il 42% dei catalani. Gli indipendentisti hanno invitato i propri correntisti ha svuotare le casse di due banche in particolare, CaixaBank e Sabadell, colpevoli di aver spostato la sede fuori dai confini catalani. Il tutto alla vigilia della sospensione dell'autonomia catalana annunciata per domani dal governo Rajoy di fronte al diniego del presidente Puigdemont di chiarire e ci sia stata o meno proclamazione d'indipendenza.
Catalogna, indipendentisti boicottano banche che hanno spostato la sede

L'APPELLO
A riportare la notizia è l’agenzia internazionale Bloomberg, secondo cui l’assemblea dei secessionisti avrebbe chiesto ai cittadini di prelevare dai bancomat il maggior importo di denaro possibile dalle prime cinque banche del Paese. "Se sei un cliente di Banco Sabadell o di La Caixa, esprimi il tuo disaccordo con lo spostamento dei loro domicili al di fuori della Catalogna. Domani, dalle 8 alle 9h, vai in una delle 5 principali banche e ritira la quantità di contanti che vuoi. Sono i tuoi soldi!".
Questo il testo del messaggio comparso su Twitter e su altri social a firma di Crida per la democràcia, la piattaforma indipendentista di mobilitazione della rete promossa dalla Assemblea Nacional Catalana (ANC) e da Ómnium Cultural, le due organizzazioni sovraniste più attive nella campagna referendaria per l'indipendenza.

LE INCHIESTE
Intanto  la Guardia Civil ha perquisito il Centro di telecomunicazioni e tecnologia dell'informazione della Generalitat in cerca delle mail scambiate il primo ottobre tra i Mossos d'Esquadra, a Lleida, nella giornata referendarie del primo ottobre. La perquisizione è stata ordinata dal procuratore di Lleida che sta indagando sulla presunta "inazione" dei Mossos, la polizia catalana, nel momento in cui doveva mettere in atto gli ordini giudiziari e impedire il referendum indipendentista.indipendentisti. 

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