Lotta alla sclerosi multipla: sperimentazione con mix di chemio e staminali

21 febbraio 2017 ore 9:28, Andrea Barcariol
Lotta alla sclerosi multipla: sperimentazione con mix di chemio e staminali
La progressione della sclerosi multipla si può fermare. È il risultato di uno studio condotto da due ricercatori dell’Azienda ospedaliero universitaria di Careggi di Firenze e dell’Imperial college di Londra. La ricerca, pubblicata oggi sulla rivista Jama neurology, ha analizzato i dati di pazienti affetti da sclerosi multipla, sottoposti ad autotrapianto di cellule staminali del sangue tra il 1995 ed il 2006 in 15 centri di 13 paesi, e seguiti dopo la procedura per una media di quasi 7 anni. Lo studio ha mostrato che nel 46% dei pazienti, generalmente selezionati per una malattia particolarmente aggressiva e scarsamente sensibile alle terapie precedentemente somministrate, si assisteva ad un arresto della progressione della disabilità a 5 anni dal trapianto e, in una minore percentuale di pazienti, addirittura ad un miglioramento dei sintomi.

Per confermare la loro tesi gli esperti hanno testato il trattamento su 281 pazienti gravi, soggetti che non traevano benefici dalle terapie tradizionali. Hanno prelevato e conservato le staminali del loro sangue e poi trattato i soggetti con alte dosi di chemio. In questo modo hanno resettato il sistema immunitario dei pazienti, ripulendo l'organismo di quelle cellule ormai impazzite che si rivoltavano il proprio sistema nervoso. A quel punto i ricercatori hanno re-iniettato nel corpo dei pazienti le staminali del midollo che, in tempi relativamente rapidi, hanno ricostruito un nuovo sistema immunitario. Gli esperti hanno visto che per circa la metà dei pazienti trattati questo a portato a un buon controllo della malattia, arrestandone la progressione per tutti e cinque gli anni di osservazione. La sperimentazione non si è ancora conclusa. A breve i ricercatori testeranno l'efficacia della cura confrontando la prognosi dei pazienti trattati con quella di un gruppo placebo, non sottoposto cioè al trattamento. «Negli ultimi 5 anni la mortalità riportata al registro europeo è dello 0,34%, per effetto della migliore selezione dei pazienti e dell’evoluzione della tecnica trapiantologica - spiega Riccardo Saccardi, ematologo dell’Azienda di Careggi che ha coordinato il versante trapiantologico dello studio. L’autotrapianto è una procedura largamente utilizzata da circa 30 anni per il trattamento di alcuni tumori del sangue e del sistema linfatico». Nel mondo ci sono circa 1,3 milioni di persone che soffrono di sclerosi multipla. Di queste 400mila si trovano in Europa (57mila in Italia).
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